VOCI LUCIDE A SINISTRA

Nell’affare Metropol “erano visibili le manine dell’intelligence europea e quella tedesca” e il Conte bis è “una operazione a trazione tedesca, costruita a tavolino, per arginare il fronte sovranista; mirata a favorire l’affermazione in Italia di un governo moderato, e a maggiore ispirazione sociale”.

Lo scrive oggi Lucia Annunziata, direttore dell’Huffington Post, che spiega anche la ritirata del Pd di Zingaretti rispetto a quanto precedentemente detto, anche negli ultimi giorni. “Le pressioni fatte per un nuovo governo Conte sono arrivate anche al Pd – il governo europeo, il Quirinale (nominiamolo, si), e le classi dirigenti nazionali ed europee hanno fatto pressione sul Pd. Da ogni parte – Vaticano, sindacati, intellettuali di fede antisistema convertiti alla battaglia per salvare il sistema. D’altra parte il partito è esso stesso da anni “responsabile” per eccellenza, in quanto parte eurorganica delle classi dirigenti, ed ha detto si, come fece per Monti. Sollecitato, in aggiunta, da quei famosi spiriti animali di un governismo spinto che, proprio in quanto parte di una classe dirigente, è la vera passione che tiene insieme un Pd spesso sconfitto, e oggi molto frammentato”.

Se si fosse andati a elezioni, scrive Annunziata, “certo avrebbe forse, o magari sicuramente, vinto Salvini. Ma volete davvero dirmi che con tutto lo schieramento alle spalle oggi del Conte bis, nel cambio di clima europeo, non sarebbe stato possibile fare una opposizione, nuova e più efficace che avrebbe sconfitto il sovranismo ad armi pari, e guardandolo negli occhi?
Non credere alla propria vittoria in campo aperto, è la malattia degli eserciti nella fase declinante degli Imperi – ci insegna la storia. Lo stesso vale per la politica”.

Parole molto dure anche da Biagio De Giovanni, filosofo ed ex europarlamentare del Pci e del Pds, che in un’intervista al Dubbio afferma: “L’accordo tra Partito democratico e Cinquestelle è un mostro a due teste. E vedo in effetti solo cose brutte. A cominciare dal Pd. Dal carattere che ha acquisito. E che, certo, è quello additato da molti: un gruppo politico privo di identità, incapace di rappresentare i cittadini, dunque privo di progetto e per questo in grado solo di provare a gestire il potere”.

“Oggi il Pd è il nulla: se uno si chiede quale opposizione abbia praticato, quale identità politica e culturale abbia provato a darsi, se ne rende conto”, afferma Di Giovanni. “In chiave metafisica si può dire che il Pd occupa lo spazio del Nulla, che è un problema filosofico anche assai intrigante”.

“Capisco come dietro il sostegno internazionale raccolto da Conte ci sia il timore di trovarsi con Salvini presidente del Consiglio. L’Italia diventerebbe l’unico grande Paese europeo a guida sovranista. Così si spiega la posizione del presidente del Consiglio europeo Tusk, di Merkel, di Macron. Però io ragiono in modo diverso. Da irresponsabile, forse. Sì, perché dico: va bene, si vota, Salvini vince, e allora vedremo cosa può fare per il governo dell’Italia, non per la chiusura dei porti. Forse usciremmo dall’equivoco”.

Ma parole lucide sono venute anche da Carlo Calenda, uscito per un momento dal suo uso compulsivo di Twitter, che nella lunga lettera di dimissioni dalla Direzione del Pd indirizzata a Zingaretti e Gentiloni scrive: “In che modo una comunità avvelenata dalla convinzione di non poter vincere, in primo luogo proprio dai leader che dovrebbero guidarla e motivarla, potrà ritrovare la strada per la vittoria? Il confronto con i sovranisti è appena alle prime battute, lo stiamo iniziando con una fuga disordinata e disonorevole.

“Si fa poi nuovamente largo nella “classe dirigente” di questo paese – deep state, sindacati, associazioni industriali etc – l’idea che si debbano preservare i cittadini italiani da loro stessi. Ripetiamo gli errori che hanno provocato la crisi italiana. Stessa attitudine mostrano i nostri partner europei, che non da oggi considerano l’Italia un fastidioso problema da tenere sotto controllo. Ma tentare di difendere la democrazia dalla democrazia conduce solo al populismo e al discredito delle istituzioni democratiche. Gli italiani devono poter scegliere e poi confrontarsi con gli effetti delle loro scelte. Senza consapevolezza e responsabilizzazione non smonteremo gli alibi di cui i sovranisti si nutrono”.

A sprizzare di gioia sono invece i Custodi del Tempio di Bruxelles, con in testa il commissario europeo al Bilancio, il tedesco Guenther Oettinger, dello stesso partito della Merkel, che spudoratamente promette che l’Italia del Conte bis sarà ricompensata. Bruxelles “è pronta a fare qualsiasi cosa per facilitare il lavoro del governo italiano quando entrerà in carica e per ricompensarlo”, ha detto Oettinger in un’intervista radiofonica all’emittente Swr. “Ci sarà più spazio per una politica sociale, anche se i socialdemocratici sanno bene che il debito illimitato nell’eurozona è un danno per tutti”.

Insomma, un Paese di ricattati, comprati e venduti, in nome dell’Europa. Ma per fortuna a sinistra non tutti ci stanno.