IL GOVERNO DI ARLECCHINO PUO’ ESSERE ROVESCIATO E MANDATO A CASA, SE SOLO LO SI VUOLE

Da chi? Dalla coalizione liberale e popolare che almeno da due anni a questa parte doveva essere convocata nei suoi Stati Generali e organizzata intorno a poche, grandi priorità di Ricostruzione del Paese.

C’è già questa coalizione? Si, c’è già. È quella che nasce dai resti di quello che fu il Centrodestra, come tale oggi non riproponibile. Ha dei leader questa coalizione? Si, ci sono anche quelli, basta che si muovano. E basta sia chiaro –  con tutto il rispetto per Berlusconi e Salvini e Meloni e altri singoli leader – che per sbarazzarci di Arlecchino ma soprattutto per ricostruire un Paese non è più tempo di far parlare i singoli alberi: è tempo di far muovere la foresta. O se preferite: benché utili anzi indispensabili, non bastano i grandi tenori. Ora occorre l’orchestra, anzi la grande orchestra.

Egregi Presidenti Alberto Cirio (Piemonte), Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Trentino), Giovanni Toti (Liguria), Luca Zaia (Veneto): ora tocca a voi.  Per dirla alla Salvini, siete voi che dovete “muovere il culo”. Voi, e magari con voi Nello Musumeci (Sicilia) e Christian Solinas (Sardegna).

Cosa potete fare? Tanto, forse tutto.

Intanto potete convocare Arlecchino, il presidente del consiglio incaricato. Lui non ha un voto: voi sì. O almeno potete chiedere di essere consultati da lui, e dirgli a chiare lettere quali sono le condizioni per cooperare o meno: il dibattito sull’autonomia è più che mai nel vivo. Voi avete un mandato popolare per realizzare l’autonomia finanziaria delle vostre Regioni: rispettatelo e chiedete che quella richiesta democraticamente votata sia rispettata.

Il Governo Arlecchino non intenderà farlo? Pazienza. Potrete serenamente dire che per spedire a casa un governo privo di legittimità delle urne e capace a stento di raggiungere il 30% dei suffragi nelle vostre regioni, adesso occorre una coalizione liberale e popolare ampia, grande, forte, capace di raccogliere le voci più diverse intorno a poche ed essenziali cose da fare.

Potete chiedere che questa coalizione si dia subito un simbolo unico, per le prossime elezioni regionali e nazionali. Potete invitare, lanciare un appello, coinvolgere tutti i partiti – i naturali anche se non esclusivi soggetti costituenti la coalizione – ma anche tutte le associazioni, i gruppi, le sigle e i singoli che possano servire alla causa, che possano dare forza, idee, prestigio, soldi, cultura (sì: cultura) e struttura al progetto. Lo avete fatto nelle vostre campagne elettorali: fatelo ora per dare un governo decente agli italiani, che non si meritano il Governo Arlecchino.

Potete, voi potete anche solo in 5 indire un referendum popolare abrogativo sulle leggi di Arlecchino, a cominciare da quella vergognosa sul reddito di cittadinanza, che la maggioranza degli italiani ripugna nel merito e nel metodo.

Non piace quel referendum? Non temete: il Governo Arlecchino vi darà presto almeno dieci se non cento occasioni di promuovere referendum abrogativi.  Potete anche, non scordatelo, proporre leggi di iniziativa popolare: con la forza delle firme, con la forza tranquilla della ragione e del consenso dei vostri territori potrete imporre al Parlamento di esaminarle.

E poi forza, andate a cena insieme e mettete quattro persone a scrivere. Non sarà difficile buttare giù in dieci pagine ciò che – a partire dalla prossima Manovra finanziaria – farebbe il vostro governo.

Siete già – voi e solo voi – il Governo Ombra del Paese, pronto a farsi governo effettivo non appena Arlecchino fallirà. Dite ora chiaro al Paese cosa vorrete fare sulle tasse, cosa sui vincoli Ue, cosa sulle Migrazioni, cosa sulla Sicurezza, cosa sui Diritti civili e il diritto a un’informazione pulita, cosa sull’Ambiente (sissignori l’Ambiente: che o avrà una tutela dai liberali popolari o avrà solo Grete e Chiacchiere), cosa sul Lavoro, cosa sulle Grandi opere.

È difficile? No, è facile. Se lo si vuol fare lo si fa in una settimana. Basta? Non basta.  Bisognerà che dedichiate un po’ del vostro tempo a costruire, come dei muratori, la nuova casa della Coalizione Liberale Popolare. Senza perdere tempo in autocritiche, confessioni, lapidazioni e guerre di successione. Non si tratta di prendersela con Berlusconi, ciò che è stato è stato. Non si tratta di processare Salvini: personalmente penso abbia fatto benissimo ad aprire la crisi di un governo che non avrebbe potuto dare letteralmente nulla di più al cambiamento necessario al Paese. Non si tratta di processare la Meloni, benché le sue dirette facebook con le scatolette di tonno non servano molto per vincere la prossima volta. Non si tratta di processare nessuno: si tratta di capire che bisogna dare voce al vostro popolo, rappresentarlo, farlo parlare per scoprire che in larga parte è ciò che è ancora decisivo per tenere a galla un Paese reduce dalla più grave crisi strutturale vissuta dalla Repubblica. E che non odia la politica: chiede solo di poterla fare con semplicità e coerenza.

Sì, tocca a voi prendere il testimone della sfida in campo aperto ad Arlecchino. Dovete essere Presidenti di speranze future, non solo buoni amministratori dell’oggi. Non possono farlo i congressi di singoli partiti, non i loro leader stanchi o esposti da tempo in una faticosa guerra di trincea. Potete farlo solo voi, forti di ciò che avete alle spalle. Che non è poco. No, proprio no. O almeno è quanto basta per rimandare Arlecchino da dove viene, primo passo per consentire a una forza di governo liberale e popolare di cambiare e ricostruire il Paese.

Giovanni Negri