TRUMP: SVELATO IL MISTERO DEL TWEET A GIUSEPPI

A Biarritz Trump non lo cacava, gli aveva persino disdetto l’incontro, ma a lui serviva segnalare a Roma la propria esistenza. La parola d’ordine è: galleggiare. Allora è andato da Donald e gli ha detto dai, sono d’accordo con te, Putin deve tornare nel G8. E anche se Boris e Angela non vogliono, oggi io ti faccio da spalla. Tu però dammi un like e famose il selfi.

E Trump, che prima non l’aveva manco voluto incontrare, da uomo spiccio quale è ha colto la palla al balzo e a buon prezzo, ripagando Giuseppi con una photo-opportunity e un tweet che dura quel che dura. Ma Giuseppi è così: con Grillo è servo vostro, con Salvini anche con Merkel anche, con Trump anche. Giuseppi Arlecchino è servo sotto di chi passa per strada in quel momento purché – naturalmente – sia pronto a dargli qualcosa.

Ma c’è anche dell’altro che fa riflettere. Giuseppi non ha MAI detto ai media italiani né al Parlamento che nei vertici UE dove non poteva essere presente aveva dato la delega di voto a Merkel (“di lei mi potevo fidare” ha detto ieri) né che si sarebbe schierato con Trump per Putin di nuovo nel G8. Mai fatto parola con nessuno in Parlamento o in Tv, mai! Giuseppi, non eletto mai da nessuno, fa il cazzo che gli pare e quando gli pare, secondo chi è il Sior Paron. Altro che “rispetto per le istituzioni”. Arlecchino, per definizione, di istituzioni non ne ha. Esistono Servi e Paron. E lui è Servo Vostro.