MISERABILE

Giuseppe Conte è la perfetta incarnazione e rappresentazione di una politica miserabile, senza principi e senza moralità. “Che il decreto Sicurezza vada cambiato è scontato. Sono io il primo a pensarlo. E bisogna farlo per forza anche alla luce dei due pesanti rilievi che ha mosso il presidente Sergio Mattarella”, ha fatto sapere oggi dal vertice dei G7, confermando l’indiscrezione di Repubblica e nascondendosi in modo codardo dietro al Quirinale, sperando che ciò induca il Pd ad accettarlo come Presidente del Consiglio del governo di svolta M5S-Pd.

Non più tardi di tre settimane fa, sul decreto sicurezza bis Conte ha addirittura posto la fiducia sia alla Camera che al Senato. Fiducia al governo da lui presieduto, non al ministro Salvini. Richiesta di fiducia decisa dal Consiglio dei ministri, di cui Conte era presidente.

Nel giorno delle sue dimissioni al Senato, Conte ha accusato Salvini di “opportunismo politico” per aver annunciato la decisione di aprire la crisi di governo “subito dopo aver incassato l’approvazione con la fiducia del decreto legge Sicurezza bis”.

Ma quanto a opportunismo politico Giuseppe Conte, tanto amato dal Vaticano fino ai vertici uscenti e entranti dell’Ue passando per il segretario della Cgil Maurizio Landini, non conosce concorrenti. Ora è pronto a chiedere la fiducia al parlamento come Premier di una maggioranza giallorossa che riveda profondamente quel decreto su cui come Premier della maggioranza gialloverde ha chiesto e ottenuto la fiducia all’inizio di agosto.

A fronte di questa miseria, dietro cui si palesa una persona spregiudicata e senza moralità, pronta a vendere se stessa, le proprie idee e il Paese al primo che passa, spiccano limpide le parole del novantacinquenne Emanuele Macaluso: “Il Pd sta dentro la crisi, ammalato di governismo. È incapace di concepire se stesso fuori dal governo. (…) La verità è che alcuni temono la battaglia politica aperta, tra le masse popolari per costruire un’alternativa, la sola che giustificherebbe la presenza in un governo o una forte opposizione. (…) Non abbiate paura di combattere”.