I MUSCOLI FRANCESI CONTRO I MIGRANTI, DA SARKOZY A MACRON

Seconda puntata dell’inchiesta di Maurizio Stefanini su L’Incontro.

«Il 15 giugno 2018 era stato invece un rapporto di Oxfam a denunciare la situazione dei migranti a Ventimiglia, a tre anni dal ripristino dei controlli alla frontiera da parte della Francia. “A lungo donne, bambini e ragazzi soli si sono accampati sul greto del fiume, in condizioni durissime. I recenti sgomberi, disperdendo le persone sul territorio, le hanno rese ancora più vulnerabili. La Francia continua i respingimenti di minori non accompagnati, in palese violazione del diritto europeo e interno. Minori non accompagnati anche di 12 anni continuano a essere vittime di abusi, detenzioni e respingimenti illegali”. Il rapporto denunciava “il fermo dei minori, spesso la loro registrazione come maggiorenni; la falsificazione delle dichiarazioni sulla loro volontà di tornare indietro; la loro detenzione senza acqua, cibo o coperte, senza la possibilità di poter parlare con un tutore legale”. “I ragazzi raccontano anche di essere stati vittime di riprovevoli abusi verbali o fisici: il taglio delle suole delle scarpe, il furto di carte Sim. In molti vengono costretti a tornare fino a Ventimiglia a piedi, lungo una strada priva di marciapiede, con qualunque condizione atmosferica: una giovanissima donna eritrea è stata costretta a farlo sotto il sole cocente, portando in braccio il suo bambino nato da soli 40 giorni”.»

«Amministrazione Macron, certamente. Ma anche con Hollande presidente gli episodi muscolari non sono mancati, con Manuel Valls che da ministro dell’Interno nel 2013 ha sgomberato dai campi di alloggio temporanei almeno 10.000 rom: arrivando perfino il 24 settembre a dire in una intervista telefonica che i membri di quella etnia avrebbero dovuto essere espulsi dalla Francia perché non in grado di integrarsi. Poi, da primo ministro, il 26 ottobre sgombera con eguale energia anche la “Giungla di Calais”: un accampamento in cui dal gennaio del 2015 si sono ammucchiate varie migliaia di migranti in attesa dell’occasione per passare in Inghilterra. E prima ancora Sarkozy era diventato presidente appunto grazie alla popolarità acquisita come ministro dell’Interno dalle maniere spicce verso irregolari e clandestini. Ma Sarkozy a sua volta è un tentativo di risposta del gollismo storico alla sfida del Fronte Nazionale: il primo partito che in un grande Paese d’Europa è cresciuto appunto mettendo in testa alla sua agenda la questione immigrazione.»

Ecco la seconda puntata dell’inchiesta di Maurizio Stefanini su L’Incontro, su come l’immigrazione è stata gestita nella realtà nei vari Paesi UE, al di là delle nobili dichiarazioni delle occasioni ufficiali. Perché l’Italia divenuta “vomitevole” deve aprire i porti, mentre la Francia li tiene ben chiusi, sbarra le proprie frontiere e i valichi di montagna, sconfina impunemente nel nostro Paese, facendoci la predica perché, a differenza loro, siamo diventati un Paese “disumano”.