GIÙ LA MASCHERA. INCHIESTA A PUNTATE SULLA GESTIONE DELL’IMMIGRAZIONE NEI VARI PAESI UE

<> on April 3, 2014 in Melilla, Spain.

“Saremo inflessibili con gli illegali: sono cambiate le circostanze e bisogna capirlo”. “Non perseguitiamo i clandestini, ma l’immigrazione deve essere legale e regolare. Se no si danneggia lo stesso immigrato, che non arriverà mai ad avere diritti”. “Non è che perché una clandestina sia incinta deve avere il diritto alla regolarizzazione e a non essere espulsa. Mi dispiace, ma se così fosse ci sarebbero donne che si farebbero mettere incinte apposta”.

«No: non sono frasi scritte da Salvini su qualche Social. Sono affermazioni di Celestino Corbacho, ministro del Lavoro nel governo del primo ministro socialista spagnolo Jorge Luis Rodríguez Zapatero. Risalgono al 2008, a una intervista col quotidiano argentino La Nación. E permettono di iniziare a chiarire qualche stereotipo. Sia su Zapatero: un primo ministro all’epoca considerato talmente iconico come leader che “diceva cosa di sinistra”, che Sabina Guzzanti gli dedicò lo spettacolo “Viva Zapatero”. Sia sulla Spagna».

Inizia così l’inchiesta a puntate di articoli-verità che Maurizio Stefanini sta realizzando per L’Incontro sulla gestione del fenomeno Migranti nei diversi Paesi europei, al di là di Grida, schiamazzi, grandi proclami e nobili principi.

Guardando in faccia la realtà UE per quella che è, si capisce subito che Dublino 3, che scarica la gestione dei migranti sull’Italia, è stato ed è la naturale conseguenza delle politiche nazionali dei partner UE.

Cominciamo con l’articolo di Stefanini sulla Spagna nell’ultimo decennio, da cui emerge come da Zapatero a Sanchez, passando per Aznar e Rajoy, le politiche sull’immigrazione abbiano visto il rigore praticato più spesso dai governi socialisti che da quelli guidati dai popolari, a seconda delle contingenze economiche.