I MISERABILI

“Andiamo in Spagna perché l’Italia non è un porto sicuro, né per noi, né per le persone che salviamo e che tu vuoi mandare in Libia. Ti manderemo una cartolina!”. Così twittava a Salvini il fondatore della ong spagnola Open Arms, Oscar Camps, tredici mesi fa, il 18 luglio 2018, in una situazione analoga a quella di oggi.

Invece, questa volta Open Arms, che batte bandiera spagnola, ha preferito stare 18 giorni davanti a Lampedusa piuttosto che fare rotta verso il proprio Paese, dove avrebbe potuto sicuramente attraccare. Con un piccolo particolare: l’ong spagnola sarebbe incorsa in una mega-multa fino a 901.000 euro, la nave sarebbe stata sequestrata, il capitano avrebbe rischiato il ritiro della licenza e pure il carcere.

Eh sì, perché in questi ultimi tredici mesi l’accogliente Premier socialista spagnolo Pedro Sanchez ha preso le proprie contromisure. Infatti, dopo aver tenuto sotto sequestro la Open Arms per diversi mesi, a fine giugno le autorità spagnole hanno restituito la nave all’Ong spagnola, imponendo però il divieto di effettuare ancora “operazioni di navigazione con lo scopo” di compiere salvataggi “o altre attività che potrebbero portare a tali operazioni”.

Disposizione immediatamente violata da Open Arms, il cui fondatore Oscar Camps ha ribaltato la sua posizione di un anno fa, dichiarando: “Preferisco che la nave sia fermata da Salvini e non da Pedro Sánchez, a causa delle conseguenze economiche e legali”. Insomma, sta davanti a Lampedusa perché ora Salvini è meno cattivo di Sanchez.

Ora il Premier spagnolo si è svegliato e, in polemica con il governo italiano, ha indicato a Open Arms prima il porto più lontano possibile, quello di Algeciras, vicino allo Stretto di Gibilterra, e poi quelli più vicini di Maiorca e Minorca, tutti rifiutati dalla ong spagnola, anche se il governo di Madrid ha assicurato tutti i supporti necessari per il viaggio, a cominciare dai rifornimenti e dalle cure mediche.

In realtà, come riferisce la stampa spagnola, all’offerta di porti da parte del governo di Madrid è seguito un ordine all’Open Arms di salpare per la Spagna da parte del Centro nazionale di coordinamento del salvataggio, che è un organo della Marina Mercantile. «La nave, che batte bandiera spagnola, dipende dalla Marina mercantile e quindi l’ordine del Centro di coordinamento marittimo “deve essere eseguito, non ti danno scelta”, è stato spiegato dall’ong».

Il ministro Toninelli ha offerto di scortare e assistere l’Open Arms da navi della Guardia Costiera nel viaggio verso la Spagna. Ma l’ong spagnola non ne vuol sapere. Al massimo accetterebbe di trasbordare i migranti su un’altra nave. Loro in Spagna non ci vogliono andare, per non pagare le conseguenze delle violazioni che hanno commesso. E quindi rimangono davanti a Lampedusa.

Ieri Open Arms ha twittato: “Giorno 17. Miserabile. Miserabile è chi utilizza 107 esseri umani “senza nome” e dei voluntar@ come ostaggi per fare propaganda xenofoba e razzista. Complici, tutti quelli che lo permettono e si prendono gioco del loro dolore”.

In effetti, in questa vicenda ci sono tanti aspetti miserabili.