LA SINISTRA, SALVINI E IL LETTINO DELLO PSICANALISTA

E’ davvero affascinante leggere in questi giorni i Post Antisalvini – uno per tutti, quelli dell’amico Giulio Galetti , sempre intelligente – ma soprattutto l’orgia di commenti che ne seguono. Che si traducono puntualmente in un trionfo ossessivo-compulsivo di puro insulto creativo: si va dall’ Animale, all’Asino sino all’incarnazione di Salvini come Demone, Psicopatico, Reietto e Incarnazione del Male, naturalmente Fascista anzi Goebbelsiano.

Ecco: io mi sono convinto da questi commenti che un pezzo di Sinistra con Salvini abbia un problema pre-politico , direi quasi psicanalitico. Intendiamoci: non che io mi scandalizzi dell’attacco anche pesante e offensivo, in politica ci sta , e non c’è dubbio che chi ha reso popolare in questi mesi l’ etichetta di Pidiota affibbiato a ogni avversario , oggi raccolga il pane della sua focaccia. Ma il singolare, lo strano di ciò che sta accadendo è appunto nel rito liberatorio, nell’orgia collettiva di insulto e annichilimento dell’avversario che accomuna un pezzo di Sinistra, nella ripetizione ossessionata dell’epiteto e dell’offesa.

Troppo, davvero troppo per non far pensare. A maggior ragione nel momento in cui l’aria gonfia le vele di un Governo Pd-M5S che finalmente sfratterà l’ Odiato dalle stanze del potere. E invece è così. E’ come se un consistente pezzo della Sinistra senta, più con la pancia che con il cervello, che l’animale politico che ha spolpato in due anni Berlusconi, disossato e disarticolato in 24 mesi Grillo e il suo movimento, rivelato finalmente alla Sinistra il volto e l’identità di un Paese tanto ad essa sconosciuta quanto reale e trasversale (di destra e di sinistra e di niente) , diversa da quella delle tv e dei social perbenino , a ben vedere rappresenti ai loro occhi – in un sol colpo – un loro figlio rinnegato ed il leader che non hanno più da decenni.

È in effetti dai tempi di Di Vittorio che forse non si vedeva un animale politico così empatico, così tuttuno con il popolo anche più incolto e marginale . Ed è da tempo immemorabile che un leader politico non riesce a fare ciò che ha fatto l’ “Animale”: ovvero stravincere nelle urne non grazie ai Grandi Giornali, alle Tv e ai loro Santoni, alle Banche e alle loro Fondazioni (tutti avversari dichiarati e scatenati) bensì grazie alle piazze, alle strade, alle spiagge, alle fiere di paese, alle feste con le piadine e le salamelle (do you remember?). Insomma ai luridi marciapiedi e angiporti italiani così come essi sono.

Sicchè per noi liberali e per qualche nostalgico cavouriano Salvini con le sue Madonne popolane è semplicemente grottesco, anche perchè ben sappiamo che il fascismo storicamente fu innanzitutto fascio di tutti i veri poteri forti (mentre qui il bravo Matteo sta sperimentando cosa significhi averli contro tutti, ma proprio tutti, dalla Chiesa alle Fondazioni bancarie, dalla Finanza alla grande Editoria). Ma il punto è che a noi il Papeete ci schifa perchè non sopportiamo l’ombrellone in dodicesima fila , mentre per un pezzo di Sinistra è angoscioso che quelli che furono i loro Papeete d’Italia siano a rimorchio dell’ Odiato , e si appigliano pure al culo perizomato e leopardato della cubista sudamericana che intona l’inno di Mameli per urlarlo a squarciagola : Fascistaaaaaaaaaaaa.

E non che la ghiandola dell’ odio di sinistra sia nuova al costruire il feticcio sul quale abbattere la propria frustrazione . Lo si vide con Craxi preso a sputi e monetine mentre a Botteghe Oscure giungevano gli ultimi finanziamenti da Mosca; lo si vide con l’incredibile Berlusconi “Presidente Operaio”; lo si vide persino contro Renzi che aveva troppo carattere e personalità per una sinistra che da decenni esige che la leadership – in quanto tale – non debba averne alcuna . Sicchè quando spunta un Braveheart che si tira dietro la maggioranza dei clan scozzesi mostrando il culo puzzolente ai nemici e urlando che “sì, noi ci crediamo” , la Sinistra Social esplode di nostalgia e di invidia. Con un malpancismo dalle drammatiche conseguenze.