GOFFREDO BETTINI, IL REGISTA HORROR

“L’idea di un governo istituzionale, di transizione, di un governo del presidente, chiamatelo come volete, è un tragico errore.” “Soltanto un accordo di legislatura, basato su una profonda riflessione politica, può consentire al Pd e al M5S di rispondere alla rivoluzione conservatrice lanciata dal leader della Lega.” E a guidare un governo di legislatura imperniato sull’accordo Pd-M5S occorre “indubbiamente una figura politica, non un tecnico. Di prestigio nazionale e internazionale, certo. Ma di sicuro un politico”.

Però ci vuole un giuramento di fedeltà all’Europa della nuova maggioranza e l’unità del Pd intorno al Segretario. E poi “passare dall’assistenzialismo a una visione dello sviluppo innovativa e verde, fondata sul sapere, la scienza, la scuola, la ricerca”.

Eccolo qui il “lodo Bettini” che si sta facendo rapidamente strada nel Pd. Presidente dell’Auditorium e fondatore della Festa Internazionale del Cinema di Roma, Goffredo Bettini è un regista d’autore che ha firmato alcuni film horror indimenticabili, finiti con la consegna della Capitale ai cassonetti della Raggi straripanti di rifiuti per la felicità di topi e gabbiani.

È lui infatti l’inventore delle operazioni che hanno portato al Campidoglio Rutelli, Veltroni e infine Marino. È sempre lui lo sponsor di Nicola Zingaretti, a cui è da sempre vicinissimo. Ora Goffredo Maria Bettini, discendente dalla famiglia aristocratica marchigiana dei Rocchi Bettini Camerata Passionei Mazzoleni, appassionato di cinema, da vero Hitchcock si sta cimentando in un nuovo copione, questa volta nazionale, per “la bonifica del terreno sul quale si sono gonfiate le vele del sovranismo”.

Ed eccolo sfornare il Governo della Restaurazione, dopo quello del Cambiamento. Il governo Casaleggio Zingaretti, Di Battista Renzi, Grillo Bonino. Un governo imperniato su due partiti che dieci settimane fa nelle Regioni del Nord Italia, nella cosiddetta “Italia del Pil”, hanno raccolto tre voti su dieci. Due partiti, di cui uno sembra chiedere solo di poter agitare lo scalpo del taglio dei parlamentari, mentre tutto il resto è una pagina bianca che può essere scritta da quel che resta del Pd.

Un’operazione formalmente ineccepibile ma politicamente irresponsabile, avventurista, che più che coraggio richiede disperazione.

Instancabile, dopo trent’anni è ancora lui, il vecchio e consumato Commissario del Popolo Bettini, il nuovo che avanza.