IL RE È NUDO. LA GERMANIA IN RECESSIONE ROMPE IL TABÙ DEL PAREGGIO DI BILANCIO

L’economia tedesca è in forte rallentamento e la Germania è sull’orlo della recessione, non quella tecnica ma quella vera. E così, a settembre, quando il governo di Angela Merkel annuncerà un piano di interventi in campo ambientale, potrebbe cadere il tabù del pareggio di bilancio che Berlino ha imposto a tutta l’Europa, impedendo investimenti per la crescita e impoverendola.

Ma ora tocca alla stessa Germania pagare il prezzo di questa cieca stupidità e allora anche Berlino pensa bene di finanziare i nuovi interventi in deficit, per favorire un pacchetto di stimolo dell’economia. Lo scrive la Reuters, sulla base delle indiscrezioni raccolte, a condizione dell’anonimato, da un funzionario al corrente delle discussioni interne al ministero delle Finanze tedesco.

Al di là della retorica ambientalista e climatica della Merkel e dell’esplosione dei Verdi tedeschi, il sistema energetico della Germania è ancora tra i più inquinanti d’Europa, con oltre un terzo dell’elettricità prodotta utilizzando carbone e lignite. Il piano per abbandonare questi due combustibili altamente inquinanti prevede che il governo sborsi almeno 40 miliardi di euro nei prossimi due decenni per aiutare le regioni che saranno più colpite dall’uscita dal carbone. La Spd chiede anche di aiutare le famiglie a basso reddito ad attutire gli effetti di un’eventuale tassa sul carbone. E così i costi, messi sotto la voce “lotta ai cambiamenti climatici”, ammonterebbero già ad ulteriori 30 miliardi di euro.

Ma la locomotiva tedesca è ormai spompata e non ce la fa. Per un decennio, nel silenzio complice di Bruxelles, la Germania ha approfittato di un euro debole per potenziare il proprio export, realizzando giganteschi surplus commerciali e di bilancio, in violazione delle regole UE. Un surplus, quello di Berlino, cresciuto e coltivato all’ombra di un europeismo di facciata, che ha coperto un preciso interesse nazionale. Dieci anni di una UE sciagurata, in recessione, pauperista, buona solo a fare surplus commerciale tedesco. Investendo questi capitali, si sarebbe potuto rilanciare la ripresa anche di Stati esportatori come l’Italia.

Ora che il giocattolo si è rotto, anche la Germania sta per mandare in soffitta il dogma del pareggio di bilancio che ha imposto in tutta Europa.