CRISI ED ELEZIONI, LA PRIMA SPALLATA DA DARE: L’ OCCIDENTE VA DA TEL AVIV A SAN FRANCISCO, PASSANDO PER LONDRA E WASHINGTON. NON E’ IL TRENINO DA PARIGI A BERLINO.

Prima delle Manovre Economiche, delle Flat Tax, dei tagli alla Spesa Pubblica, delle Autonomie, e prima dei Papeete, dei Giornaloni, dei Governi Politici o Tecnici, dei Porti chiusi o aperti, delle Carole e dei Bergoglio, delle Grete e dei Capitani, prima di tutto questo – e ben più importante di tutto questo, poichè non vi può essere contenuto senza chiarezza sul contenitore – le prossime (eventuali) elezioni, e comunque questa stagione politica comportano una scelta.
Occorre decidere con chiarezza quale è l’ orizzonte di Occidente nel quale noi vogliamo collocare noi stessi e il nostro Belpaese.

Da diversi anni, con non poca dose di sottocultura e ancor più provincialismo, un ristrettissimo ceto mediatico italiano – coloro che si sentono e pretendono opinion maker – ha via via provato a restringere l’Occidente, l’Europa e tutto ciò che è grosso modo sinonimo di “Mondo Civile” a un orizzonte, a un luogo sempre più angusto, specifico, fatto non di un caleidoscopio di nomi, volti, storie, politiche e identità, bensì chiuso in una tinozza autoreferenziale di burocrazie, di regole, di Pensieri Unici e Valori Assoluti.

Io credo sia tempo di dare – a destra come a sinistra – una democraticissima quanto robusta spallata al ciarpame politicoculturale che in tre lustri ha schiacciato l’ Occidente e l’Europa in un trenino di pendolari che va da Parigi a Berlino, andata e ritorno, e che non conosce altro itinerario.

Per Costoro i Pilastri della storia dell’Occidente e dell’Europa si chiamano Bundestag ed Eliseo, Parametri di Maastricht e frontiere di Schengen, e le Colonne dell’ Economia Occidentale ed Europea si chiamano Pareggio di Bilancio, Fiscal Compact, Troika, Procedure di Promozione e Procedure di Infrazione. Questi sono l’Occidente, l’Europa, la Civiltà che grosso modo da un ventennio vengono raccontati a scuola, sui giornali, in tv .

Bene : è ora di lasciarci alle spalle i Cantastorie, le loro teorie economiche mortificanti e dozzinali, i loro miti di cartapesta. E’ ora di raccontare la Storia per quella che è stata la Storia dell’Occidente e dell’Europa. E’ ora che si muova, che parli, se necessario che si metta a urlare chi come noi crede che l’Occidente e l’Europa non siano due idee astratte sul trenino da Parigi a Berlino, ma siano altro. E’ ora di dire che Tel Aviv così come è concretamente la Tel Aviv di oggi, Londra come è Londra oggi (sì: proprio la Londra Brexit), San Francisco e Washington e New York per come oggi sono, vivono e votano, sono – e forse in primo luogo sono loro – l’ Occidente e anche la migliore Europa.

Ed è ora di dire che gli unici veri Stati Uniti d’Europa dei quali è giusto sognare potranno e dovranno semmai essere un giorno gli Stati Uniti d’America e d’Europa, questi e solo questi, non altri: dal Mediterraneo al Pacifico. Perchè è questa la Culla della Democrazia. Non altra.

In alto i cuori, cittadini italiani che credono all’Occidente e all’Europa. È tempo , gran tempo di riprenderci questo Padre e questa Madre, liberandoli e liberandoci da chi ha provato a ridurli e ridurci a un cupo esercizio di governi fantoccio, di regole stupide, di economia pauperista, di tramonto della politica e di vero autunno della democrazia.

Giovanni Negri