DATA ELEZIONI, TODOS CABALLEROS

Si dice che, persa la finestra del 29 settembre, non sia più possibile andare a elezioni anticipate fino alla prossima primavera, perché in autunno si entra nel periodo della sessione di bilancio, cominciando con la scadenza del 15 ottobre, entro cui il governo deve inviare alla Commissione europea il progetto del bilancio.

Ma non è così. Si può votare quando si vuole. Basta guardare alla Spagna. Dopo due votazioni in cui non ha ottenuto la maggioranza in parlamento, se Sanchez non otterrà la fiducia neppure al terzo tentativo in settembre la Spagna andrà a elezioni anticipate il 10 novembre.

Non solo. Nel 2015, le elezioni anticipate in Spagna si sono tenute addirittura il 20 dicembre e dopo mesi di negoziato non fu possibile formare alcuna maggioranza, per cui il paese tornò a votare sei mesi dopo, il 26 giugno 2016. Il Primo ministro uscente, il popolare Marino Rajoy, ottenne la fiducia del parlamento solo il 29 ottobre.

C’è chi dice che sì, però l’Italia è sotto la minaccia dell’apertura di una procedura di infrazione per debito eccessivo da parte della Commissione Ue e quindi non può permettersi di votare durante la sessione di bilancio. Neppure questa obiezione tiene, però. Infatti, dal 2009 al giugno 2018 la Spagna è stata oggetto di una procedura Ue per deficit eccessivo, il che non ha impedito l’esercizio del diritto di voto nelle date che la Spagna ha ritenuto più opportune.

Quindi, a meno che si spieghi quando e dove è stato deciso che l’Italia è un Paese con sovranità democratica sospesa o ridotta dalla Commissione Ue, quella delle scadenze di bilancio è nient’altro che una minaccia o un paravento inventato da chi non vuole andare a votare