SANDRO GOZI, IL TRANS-GOVERNATIVO DI MACRON

Sandro Gozi, membro della direzione del Pd ed ex-sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei nei governi Renzi e Gentiloni, entra far parte del governo francese. L’indiscrezione di Le Figaro dovrebbe essere ufficializzata domani. Gozi entrerà nel Gabinetto del premier francese Édouard Philippe in qualità di responsabile per gli Affari europei con il compito di monitorare la creazione di nuove istituzioni europee e le relazioni con il Parlamento Ue, operando in stretta collaborazione con il Segretariato generale per gli Affari Europei.

L’incarico nel governo francese di Gozi, che in questi giorni partecipa al Festival de L’Unità di Roma e ritwitta come sempre Matteo Renzi, dovrebbe essere di breve durata. Infatti, l’esponente del Pd si è candidato alle scorse elezioni europee in Francia nella lista del partito del presidente Emmanuel Macron ed è uno dei cinque eurodeputati di En Marche che entreranno in carica quando sarà operativa la Brexit, con la conseguente decadenza dei parlamentari europei britannici.

Ma cosa ha spinto il presidente Macron e il primo ministro Philippe a nominare Gozi come consulente del governo francese sulle stesse materie di cui Gozi si è occupato come sottosegretario del governo italiano? Persone esperte di affari europei in Francia di sicuro non ne mancano, viste le competenze formate dall’Ena, l’alta scuola francese di amministrazione. Gozi, invece, si forma come uomo di Romano Prodi alla Commissione europea e poi come membro del suo comitato elettorale, rimanendo un uomo politicamente debole, anche se di buone relazioni.

Inoltre, sia a Macron che a Philippe dovrebbe essere evidente l’inopportunità del passaggio in così breve tempo di una persona dal governo italiano a quello francese, sugli stessi temi di cui Gozi, con il vincolo della riservatezza e di fare esclusivamente gli interessi della Repubblica italiana, si è occupato dal 2014 al 2018.

Sarebbe offensivo per Macron e Philippe attribuire loro l’intenzione di fare con la nomina di Gozi un dispettuccio al governo gialloverde. Di sicuro gli hanno fatto un altro regalo, porgendogli su un piatto d’argento un nuovo e fondato motivo di polemica. Perché se invece la motivazione fosse che in tutta la Francia non c’è nessuno che sa di Europa come il nostro Sandro Gozi, allora a Parigi sarebbero davvero messi molto male.