USA, Gran Bretagna ed Italia lo stesso problema: la Germania

Riceviamo e proponiamo questa intelligente riflessione sullo stato dell’Unione europea pubblicata oggi dal blog di Filippo Boretti.

Oggi, quello che è in crisi è il sopravvalutato “capitalismo tedesco”, e lo stesso “ordoliberismo”, ovvero la via liberale socialdemocratica che ha creato e sostenuto la costruzione dell’Europa post-bellica; un “capitalismo” che è assai meno globalizzato, dunque limitato e senza futuro, più di quanto non si creda, se non iperfinanziarizzato, come prova l’attuale grave crisi di Deutsche Bank.

E’ la visione di un’Europa conquistata, più che unita, secondo un modello teutonico ed in parte carolingio; asse franco-tedesco nuovamente rafforzato affinché la Francia non sia schiacciata o conquistata dalla potenza germanica (se non puoi fare diversamente, alleati e diventa più forte insieme).

Se non si comprendono le questioni geopolitiche del vecchio continente, poco contano le ideologie unitariste che vorrebbero ingenuamente il “super stato europeo” la panacea di tutti i mali; dobbiamo parlare delle sanguinose guerre balcaniche e di quanto è stata inutile l’Unione Europea nella disgregazione yugoslava sfatando magicamente la narrazione corrente della pace perpetua?

La Germania sta tornando troppo potente e “piccola” per la sua economia grande, come un’epoca non molto lontana, costretta ad est dalla grande Russia, ad ovest dall’Europa, mentre l’Italia, sia per Francia che per Germania, è bene che resti divisa, debole e alla loro mercé.

Oggi, l’Unione Europea è diventata non più contenitiva degli interessi teutonici, come la vollero i suoi tre Paesi fondatori (Francia, Italia e Germania) e l’America, ma terra di conquista per il neo imperialismo prussiano.

Tanto quanto l’interesse nazionale francese resta neo-colonialista – e necessariamente alleato, per interesse, della Germania sul vecchio continente – tanto la Germania è neo-imperiale per espandere ad ovest la sua forte sfera di interesse politico-economica.

E questo binomio franco-tedesco, mortifero per l’Europa, non è né il nostro interesse nazionale (mediterraneo) né, tanto meno, di un’America trumpiana, ancora unica vera potenza liberale capace di contenere i troppi interessi nazionalisti focolai di nuove crisi, né del Regno Unito, non casualmente in maggioranza pro BREXIT, adesso che la Germania sta diventando troppo potente – e pensa di fare a meno degli Stati Uniti e della Gran Bretagna (volendola solo assoggettare alle sue regole) – chiudendo accordi pericolosi, anche tramite il cappello dell’UE, con Russia e Cina.

Filippo Boretti