DEUTSCHE BANK, TITOLI SPAZZATURA E PARACADUTI D’ORO

In Asia sono cominciati i primi dei 18.000 licenziamenti decisi da Deutsche Bank, che vedranno mandati a casa, entro il 2022, seimila dipendenti in Germania e gli altri due terzi tra Londra, New York e Asia. Ma il management che ha guidato la grande banca tedesca verso questo disastro, fatto di 74 miliardi di euro di titoli spazzatura, è stato e sarà lautamente premiato.

Il calcolo delle ricche liquidazioni riservate ai manager di Deutsche Bank che hanno lasciato o lasceranno la banca, più o meno volontariamente, è stato fatto dal Financial Times. I paracaduti d’oro per i massimi dirigenti nel 2018 sono ammontati ad oltre 52 milioni di euro, pari ad oltre un quinto dei 227 milioni del dividendo dello scorso anno, che Deutsche Bank ha deciso di non distribuire agli azionisti per sostenere i costi di ristrutturazione.

L’ex amministratore delegato John Cryan, allontanato nell’aprile 2018, ha ricevuto una buonuscita di 10,9 milioni di euro. Successivamente se ne sono andati altri sei consiglieri di amministrazione, che hanno incassato complessivamente 41 milioni di euro.

Garth Ritchie, ex capo della banca d’investimento di Deutsche Bank, la cui partenza è stata annunciata venerdì, ha supervisionato tre anni di entrate in calo nella sua divisione, che sarà drasticamente ridimensionata dopo la sua partenza, e per questo pessimo risultato riceverà almeno 11 milioni di euro. Eppure, osserva il quotidiano finanziario britannico, Ritchie avrebbe potuto andarsene senza neppure una stretta di mano, visti i risultati ottenuti, se il consiglio di sorveglianza non gli avesse rinnovato il contratto per cinque anni lo scorso settembre.

Sylvie Matherat, direttrice dell’ufficio regolamentazione, da anni sotto pressione per la serie di scandali per riciclaggio che ha colpito Deutsche Bank, riceverà almeno 9 milioni di euro di indennità di fine rapporto. Frank Strauss, ex capo delle attività bancarie al dettaglio di Deutsche Bank, ha diritto ad almeno 6 milioni di euro. E così via.

Dipendenti licenziati in massa, azionisti fregati, manager coperti d’oro e 74 miliardi di titoli spazzatura in una bad bank. È questo, per ora, il bilancio provvisorio di una vicenda che fa tremare il sistema tedesco e ne rimette in discussione le teutoniche certezze sul rigore di bilancio. Forse per i tedeschi è finito il tempo delle copertine dei settimanali piene di luoghi comuni su greci e italiani, ed è arrivato quello di fare anche loro i compiti a casa. Glielo chiederà l’Europa?