UN GOVERNO DI SOLI

Si sa, l’estate è tempo di amori. Amori che nascono, amori che finiscono, lasciando dentro quel languore dei bei tempi andati, di ciò che non è più.“Io con i 5 Stelle non ci parlo più. Io con questi ho chiuso” si sfoga una Virginia Raggi che il Corriere della Sera descrive come “una sindaca senza più partito. Sconfessata dai piani alti, attaccata dai giornalisti, maltrattata da avversari, criminali, topi e gabbiani”.

Fa tenerezza riascoltare le sue emozionate parole all’indomani del primo turno delle elezioni che tre anni fa la portarono alla guida di Roma. “I romani stanno mostrando fiducia a un movimento politico che sta presentando un progetto di governo serio e trasparente. Stiamo ricostruendo uno spirito di comunità, e questo è importante. I romani sono pronti a voltare pagina, e noi siamo pronti a governare. Io sono pronta a governare questa città, a restituire lo splendore e la bellezza che merita. Il vento sta cambiando, signori. Il vento sta cambiando”. E invece è rimasta sola, con topi e gabbiani.

Ma è stato un week end di solitudine anche per chi l’ha abbandonata: “Mi volete dare la colpa del risultato delle Europee? Va benissimo. Ma io questa campagna elettorale me la sono fatta da solo”. E’ il lamento di un Luigi Di Maio offeso e abbandonato dal fratello Dibba, che si può ascoltare in uno streaming non autorizzato durante una riunione con gli attivisti lombardi. Son lontani i bei tempi delle spensierate gite insieme sulla neve, in Francia dai gilet gialli, a Strasburgo quasi in autostop, dal bigliettaio alla stazione in Abruzzo.

Domenica malinconica anche per Matteo Salvini, per il quale sono lontani i giorni in cui, dopo le elezioni del 2018, si sentiva al telefono con Giggino più spesso che con la mamma. “Politicamente ogni tanto mi sento un po’ solo”, ha confessato il Capitano su facebook, guardando da lontano Lampedusa.

E’ rimasto solo Giggino, è rimasto solo Salvino, è rimasta sola Virginia. Un deserto di solitudine. E allora oggi l’Italia canta…