PRODI E NAPOLITANO INDAGATI PER STRAGE E MANCATO SOCCORSO ?

 

Bene, anzi male. A mio modo di vedere sarebbe ora di dibattere e capire come l’Italia, l’Unione Europea, gli Stati Uniti potrebbero far giungere nei porti africani vita, sviluppo, affari e magari qualche principio di democrazia. Invece arriva Mediterranea e ricomincia la Giostra di Carola: devo sbarcare, Salvini dice No, lei ha una legge morale superiore e quindi entra in porto anzi sperona, il magistrato dice che è vero lei è una santa, quindi per sbarcare può anche speronare, allora lei viene espulsa dal Viminale, ma il magistrato dice che non si può, e quella diventa Capitana Coraggiosa contro Ministro Fascista e Cattivo, e tutti a parlare in Tv dell’Isola dei Famosi.

Bene, anzi male. Se questo è il livello ricominciamo pure la Giostra. Ma questa volta ha ragione chi va in Procura a dire che ci sono alcuni indiziati per Strage e Mancato Soccorso. E che costoro circolano a piede libero. Altro che Porto Chiuso: quelli mandarono a speronare una nave albanese. E ci creparono in 84. Era il 1997 : qualcuno dell’ Isola dei Famosi lo ricorda ?

Dice Wikipedia, a chi vuole rinfrescarsi la memoria:
La tragedia di Otranto o tragedia del Venerdì Santo del 1997, è stato un sinistro marittimo avvenuto il 28 marzo 1997 alla motovedetta albanese Katër i Radës.
La nave, carica di circa 120 profughi in fuga dall’Albania in rivolta, “entrò in collisione” nel canale d’Otranto con la corvetta Sibilla della Marina Militare Italiana, che ne contrastava il tentativo di approdo sulla costa italiana. Nel conseguente affondamento perirono 81 persone di cui si riuscì a recuperare il corpo e, si stima, tra 27 e 24 persone mai ritrovate.

La Katër i Radës era stata rubata al porto di Santi Quaranta da gruppi criminali che gestivano il traffico di immigrati clandestini.
Partì da Valona nel pomeriggio (alle 16:00) del 28 marzo 1997 carica di profughi che cercavano di raggiungere le coste italiane, per fuggire dall’Albania in preda all’anarchia. Sulla piccola imbarcazione, progettata per 9 membri dell’equipaggio,avevano trovato invece posto verosimilmente 142 persone. Alle 17:15 al largo dell’isola di Saseno fu avvistata dalla fregata Zeffiro, impegnata nell’operazione Bandiere Bianche, nome in codice con cui era nota l’operazione di blocco navale realizzata per limitare gli sbarchi delle cosiddette carrette del mare provenienti dalle coste albanesi. Nave Zeffiro intimò alla Katër i Radës (inizialmente identificato come un motoscafo con circa 30 civili a bordo) di invertire la rotta, ma la nave albanese proseguì.

Quindici minuti più tardi la nave viene presa in consegna dalla corvetta Sibilla, più piccola ed agile, che si occupò di effettuare le manovre di allontanamento, avvicinandosi in cerchi sempre più stretti alla Katër i Radës.
Alle 18:45 avvenne l’urto che fece ribaltare la nave albanese, che alle 19:03 affondò definitivamente. Secondo alcune testimonianze, dopo il ribaltamento della nave albanese, la Sibilia si sarebbe inizialmente allontanata per poi ritornare circa 20 minuti dopo. Vennero subito recuperati i cadaveri di almeno 52 persone mentre il numero totale di vittime venne stimato in 83 passeggeri. I sopravvissuti furono condotti nel porto di Brindisi, dove arrivarono alle 2:45 del mattino seguente; caricati su un autobus, raggiunsero un centro per l’immigrazione per essere identificati.
Il 29 e 30 marzo 1997, la notizia del disastro fu pubblicata in prima pagina da tutti i quotidiani italiani, riportando il senso di gravità dell’incidente, che venne definito come una collisione o speronamento.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati criticò il blocco italiano come “illegale”, poiché l’Italia lo aveva stabilito solo attraverso un accordo bilaterale intergovernativo con l’Albania.