A CENA DAI BRU BRU

Si mangiava abbastanza male ma erano pittoresche. Un anno fa le cene dai Bru Bru si infiammavano generalmente fra la pietanza e il dolce, raramente prima. Agli antipasti Trump era un imbecille definitivo, non arriverà a fine mandato, in qualche modo lo faranno fuori. Terminato il fiore di zucca appariva chiaro che quattro cazzoni di pescatori del Galles avessero fatto la differenza Pro Brexit, cazzi amari degli inglesi che adesso andranno in rovina , faranno un secondo referendum, pregheranno in ginocchio di rientrare ma li manderemo a fanculo.

Alla pasta scoccava l’ora dell’Italia, un paese mediocre che solo Monti aveva salvato, ah il Governo Monti signora mia quello sì che voleva fare le Riforme. Tra piatti e bicchieri finalmente si faceva largo la Speranza: Frontiere aperte, Area Schengen, Parametri di Maastricht, Erasmus, Europa Europa e Europa solo quella ci può salvare e così si arrivava alla pietanza col pezzo forte: ci vuole lo Ius Soli, farla finita con questo razzismo strisciante, saper accogliere e contaminarsi con le culture altre, in un mondo globale definitivamente multiculturale. Come no.

Ecco: è qui, prima del sorbetto, che io infilavo tre frasi tipo “trovo del tutto comprensibile che la casalinga di Cremona non veda con favore la costruzione della terza moschea di quartiere”, “il limite del trumpismo è non capire che il muro è inefficace, è nostro interesse sviluppare il sud del mondo”, “gli assassini del Bataclan hanno girato per Bruxelles Parigi e l’Europa senza uno straccio di controlli tra frontiere interne e comunque confesso che quando da ragazzo viaggiavo in Europa il controllo del passaporto non mi ha prodotto alcun trauma” e che tutto sommato per me “la Boldrini dice vere cazzate, con un tono da maestrina acida”. Bum. Bum e Bum. Fuoco alle polveri. Al sorbetto si era agli urli e alle dichiarazioni di voto con previsioni certe.

Tutto ruotava intorno a Renzi si Renzi no, nel quadro di un’Europa d’acciaio a egemonia Merkeliana all’uranio, in un mondo prostrato invocante il ritorno di Hillary e Obama. I più concedevano che purtroppo si dovesse fare un nuovo Governo Gentiloni. Unità nazionale per l’Europa con Renzi e Berlusconi. Allora io dicevo che siete fusi, non capite un cazzo da anni del paese in cui vivete, l’ Italia è in miseria ed è semplicemente da ricostruire più o meno come nel dopoguerra, un milione di emigranti in un decennio è la vera cifra con la quale capire la realtà e che la Ue della vergogna in Grecia e dell’ errore in Brexit era un evidente, clamoroso fallimento. Fine del mondo. RiBum, ribum e ribum. Ancora urla che aiutavano il processo digestivo, limoncello vegano e via a salutarci tutti in uno splendido gelo assoluto. Il salotto Bru Bru era un iceberg asettico, europeo.

Ecco, oggi che Trump va verso la ricandidatura paragonandosi con modestia a George Washington, Farage ha il 34% ed è il primo partito del Regno Unito, Boris Johnson sarà il nuovo primo ministro, ragiona di Global Britain e immigrazione aperta a India e Africa, Macron lo aspettano i Gilet Gialli sotto casa, la Grande coalizione di Berlino dal 60 è finita al 30% , una signora in Verde spiega a Bonn che Greta è la “nuova Heimat del continente”, il multiculturalismo ha la faccia dei cinesi che ti comprano i porti, Montalbano è uscito dal film per salvare il partito, Berlusconi si consola con Toti&Mara, Bonino gnafà manco con Soros Tabacci Pizzarotti, Salvini lascia Lerner e Gruber pascolare in tv così veleggia indisturbato verso il 40% for ever, e la commessa del supermercato se parli di Gentiloni ti chiarisce che no lei si sbaglia, guardi che le fette biscottate buone si chiamano Gentilini no Gentiloni, io Gentiloni mai sentito, ecco oggi purtroppo queste cene non ci sono più.

Una fetta di Bru Bru si è radicalizzata nel Fondamentalismo Bru Bru . Li incontri per strada, ti prendono sotto braccio, lanciano strane occhiate intorno e ti dicono “quello è un agente di Putin” , “Bannon ha pagato tutti”, “resistere, resistere, resistere”. Andranno avanti così fino ad Agosto, poi Prova Costume. Gli altri invece sono scomparsi, volatilizzati, trasformati in Bru Bru eterei. I mariti si dedicano a corsi di meditazioni Yoga olistici. Le mogli all’ Ikebana (arte giapponese della disposizione dei fiori recisi).

Giovanni Negri