DA TOGLIATTI A GIACHETTI. IL DECLINO LIEVE DEI “GARANTISTI” DEL PD

Ai tempi di Luciano Violante facevano politica usando i giudici. Ora tutto si è ribaltato e sono loro ad essere usati da un Palamara “faccia di tonno”, come lo appellò Francesco Cossiga. Hanno fatto i manettari per decenni, succubi dello strapotere dei magistrati. Hanno approvato il Nuovo Codice Antimafia, grazie al quale l’Italia è diventata una Repubblica nella quale è stata abolita la presunzione di innocenza, nella quale l’onere della prova è scaricato sul cittadino e non richiesto al pubblico potere accusatorio, nella quale – alla venezuelana – un Magistrato può accusare un qualsiasi cittadino di essere un mafioso e gli può sequestrare direttamente tutti i beni economici. Tutti. Come spiegò Rosy Bindi: “E’ semplice il nuovo codice Antimafia che abbiamo approvato. Chi non riesce a dimostrare che le sue ricchezze sono frutto di attività lecite si vedrà privato di quei beni”.

Questo mentre in Via Arenula sedeva Andrea Orlando, inamovibile prima con Letta e poi con Renzi e infine con Gentiloni. Il peggiore Ministro della Giustizia della storia Repubblicana. E tutti zitti, mentre il Pd scavalcava i grillini sul terreno giustizialista. Zitti anche quando il Ministro Orlando disse che “il vero punto non riguarda il tema del garantismo, riguarda il tema della proprietà privata”. Intervistato da Massimo Bordin alla Festa nazionale dei Dems, Orlando aggiunse: “Io credo che la certezza della proprietà – forse qui sconto il mio retaggio ideologico – possa essere messa in discussione quando la proprietà è di dubbia provenienza”.

Un radicale, un liberale, un socialista, un laico che ha fatto i referendum sulla Giustizia e il caso Tortora nel secolo scorso, di fronte alla sovversione della presunzione di innocenza e a un principio costituzionale ridotto a carta igienica non avrebbe potuto tacere facendo il Cuor di Coniglio. E invece Niente. Silenzio. Zero. Tutti muti, lasciando che il Pd cercasse di scavalcare i grillini sul terreno del giustizialismo.

E ora siamo arrivati all’evoluzione del degrado, con il Pd che da partito che usa i giudici si trova ad essere il partito che ne è usato. E i renziani adesso piangono, con in testa Matteo che dice che così fan tutti e così si è sempre fatto, che sono le regole che costringono a fare così e che quelle regole a lui non piacciono e quindi presenterà una proposta di legge per cambiarle e vuole vedere chi la firmerà. Lo stesso Renzi che nei mitici 1.000 giorni in cui è stato Presidente del Consiglio e negli oltre quattro anni in cui è stato Segretario del Pd quelle regole non le ha cambiate.

E ora tutti a piangere sul “garantismo” violato, sulle intercettazioni irregolari e illegittimamente diffuse. Da Renzi a Lotti, da Maria Elena Boschi all’area dei Giachettiani. Devastati dalla loro stessa politica, che gli si è rivoltata contro. Coccodrilli.