MINI BOT E GRANDI ERRORI

Tutti gli economisti, i giornalisti e i commentatori competenti hanno bocciato i mini Bot. Ma è troppo facile bollare come non credibile chi li propone, senza guardare alle politiche economiche degli ultimi cinque-dieci anni, compreso il quadriennio in cui al ministero dell’Economia è stato seduto Piercamillo Padoan, che per altro in parlamento ha votato a favore dei mini Bot insieme al Pd, salvo poi dichiarare di averlo fatto per errore, perché non avevano capito cosa si votava, al pari degli altri competenti di Più Europa.

Non bisognerebbe dimenticare che se si arriva per disperazione a pensare a una soluzione come i mini Bot per fronteggiare situazioni serie come il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti degli sfortunati creditori, non si può liquidare questa idea come una pagliacciata senza guardare retrospettivamente a cosa è stato fatto nell’ultimo decennio.

Si tratta di applicare la stessa severità di giudizio che si utilizza nei confronti dei mini Bot anche a un decennio di politiche di riallineamento con l’Europa, di austerità, di non ridiscussione dei vincoli Ue, di manovre fatte per contenere il debito pubblico che invece è regolarmente aumentato.

Serietà e onestà intellettuale vorrebbero che si applicasse un unico parametro di giudizio, uguale per tutti. Non si tratta di dire che i mini Bot sono una buona soluzione, ma per favore risparmiateci la predica dei supposti seri e competenti, responsabili o difensori dei disastri degli ultimi dieci anni, a cominciare da quel Padoan che nell’aprile 2013, dieci mesi prima di diventare ministro dell’Economia, da direttore dell’Ocse diceva al Wall Street Journal: “Il consolidamento fiscale sta producendo risultati, il dolore sta producendo risultati”.

Visti i risultati, in base a quale criterio chi ha condotto le fallimentari politiche nell’ultimo decennio sarebbe serio e competente, mentre chi propone i mini Bot sarebbe un cialtrone?