I SORCI VERDI

Sono loro, ormai è evidente, i protagonisti dei prossimi (almeno) 8 mesi: i Sorci Verdi.

Li vedremo tutti: spread alle stelle, procedure di infrazione a carico dell’Italia, declassamenti dei rating , minacce di commissariamento politico ed economico.

Bene, anzi male. Ma la sostanza non cambia: chi scrive è convinto che noi questi Sorci Verdi li dobbiamo guardare bene in faccia. Che occorra attraversare la stagione del loro festival, e tenere ben saldi i nervi. Consapevoli che l’alternativa è una sola: chiedere noi stessi di commissariare l’Italia, affidandola a un Governo Tecnico e alle attenzioni dei Tre Cavalieri della Cura Greca: Fmi, Bce, Commissione Europea.

In gioco, molto semplicemente, c’è la sovranità democratica o la sua anche formale cancellazione. Un Paese fondatore della CEE e della UE, un Paese pilastro dell’Unione ha tutto il diritto di chiedere un tavolo europeo per tracciare il bilancio politico-economico degli ultimi tre lustri di Europa a trazione Tedesca, e una volta analizzato tale bilancio di chiedere il riesame dei Vincoli Europei che ne sono stati la causa. La tragedia sociale ad Atene e la Brexit di Londra sono solo i due più vistosi fallimenti: non meno letali, anche se più in ombra, sono il malessere francese alle stelle, la protesta dilagante nelle strade e nelle urne in tutto il continente, la recessione che colpisce senza pietà anche una locomotiva tedesca che ormai non trascina niente e nessuno, neppure la sua Grande Coalizione ridotta a un fantasma.

Questo tavolo fu a suo tempo tentato di chiederlo Renzi, quando capì che con i Vincoli vigenti nessun governo avrebbe potuto impostare una qualsiasi Manovra per rilanciare occupazione e sviluppo, senza i quali l’Italia non sarebbe e non sarà mai in grado di fare altro che aumentare il proprio debito pubblico e svendere i propri gioielli, uno dopo l’altro.

Ma Renzi non ebbe il coraggio, la paura dei sorci verdi non faceva per lui , le piccole manovre furbette invece sì e perciò preferì barattare immigranti contro flessibilità (io vi do Dublino 3 cioè mi prendo l’onda mediterranea in arrivo dall’Africa, voi mi date flessibilità sui Vincoli).

Mal glie ne incolse, e mal glie ne incoglierebbe a Salvini se facesse altrettanto. Senza ridiscussione dei Vincoli Europei non ci sarà mai spazio per qualsiasi vera ed autonoma politica economica italiana, sia essa di sinistra, di destra, di qualsiasi colore. E ridiscutere questa UE significa rendere un servizio non solo all’Italia ma all’Europa.

Perciò mettiamoci il cuore in pace e assistiamo – se possibile con serenità – ai Sorci Verdi. La partita sarà dura, e il tifo delle sue Curve insopportabile: la Curva Gruber a fare il tifo per la sodomizzazione italica e il Sacro Rispetto dei Patti del Grande Reich, la Curva Meloni a sgolarsi per annunciare che sta tornando l’Impero Romano e quando c’era Lui, caro lei.

Ma le Curve, nelle grandi partite, contano poco o nulla. Conta invece ciò che accade sul terreno di gioco. E anche ciò che può accadere lontano dallo stadio. Oggi ad esempio presterei attenzione a una notiziola. Che a Londra si discuta di una nuova area di libero scambio e un nuovo patto commerciale fra Usa e Gran Bretagna dopo la Brexit, mi sembra un dettaglio da sottolineare. Noi italiani sull’Atlantico non affacciamo, ma quell’intenso vento oceanico – quando lo abbiamo respirato – non ci ha fatto alcun danno. Anzi: più era forte, più i sorci si rintanavano.