I SONDAGGI CHIARISSIMI DEI PESCI IN BARILE

Tutti a votare contro la deriva salviniana. Tutti a votare contro i pidioti. Tutti a votare contro il deficiente Toninelli, contro questo o contro quello. Non uno che dica perché e per quale Europa votare, sarebbe qualcosa di troppo alfabetizzato. Ma neppure coloro che votano-  spinti soltanto da italianissime motivazioni – riescono bene a spiegare per che cosa, per quale progetto e obiettivo si stiano approntando a votare. A parte l’interesse dei diversi fan, delle curve Sud e Nord dei rispettivi stadi, a parte gli hooligan dell’uno e dell’altro – Vade Retro boia Salvini, pidioti di merda siete morti, e così via – se guardiamo tutti i sondaggi sino ad oggi circolati e se valutiamo tutti i minimi e tutti i massimi, partito per partito –  il quadro che ne esce è chiarissimo. Non esiste alcun Centrosinistra (Pd e M5S non sono una coalizione) ma anche ci fosse non avrebbe una maggioranza. Non esiste alcun Centrodestra (Lega, Fi, Fdi non sono una coalizione) ma anche ci fosse non avrebbe una maggioranza.  Sicchè, alla luce di tutti i sondaggi realizzati, appare evidente che non ci sono coalizioni diverse da quella gialloverde, che tuttavia è con altrettanta evidenza finita, arrivata al capolinea, incapace di esprimere qualsiasi atto di governo , impegnata in penose visite al Quirinale per litigare dinnanzi a un Mattarella sempre più improbabile arbitro.

Qualcuno può illudersi che lunedì mattina ci sarà stato un voto taumaturgico e la situazione sarà più chiara? No, sarà ancora più un casino. Perché?  Perché i leader di tutti i partiti hanno fatto i pesci in barile sino alla fine.

Non uno di loro ha avuto le spalle e il coraggio di dire a chiare lettere dove vuole andare dopo il voto europeo. Quale coalizione voglia costruire, con quali altre forze intenda governare.  Non uno che abbia disegnato una prospettiva per il Paese, chiedendo consensi a supporto di un progetto, una via per uscire dalla palude. E’ tutto un festival di “sarà il referendum su di me”, “sarà il referendum su noi o tangentopoli”, “io sto con la Vergine Maria”, “io sono più moderato”, “Noi siamo responsabili gli altri no”. Parole. Chiacchiere.

La verità è che il 27 maggio mattina sarà uguale ad oggi. Non sarà servito a nulla neanche il mega-sondaggio del giorno prima. Abbiamo fatto molto bene a dire di non votare, sia per l’inutile Parlamento europeo senza legislatori e senza potere, sia per il sondaggione italiano a cui queste elezioni si sono ridotte. Non regaliamo il nostro voto a nessun pesce in barile. E da lunedì tutti all’erta, perché il Paese entrerà in una fase che può essere veramente da ottovolante.