Stampa E’ regime

 

Scrive Daniele Capezzone: “Ahi 😂 Mi dicono che dai microfoni di Radio Capalbio (un tempo la gloriosa Radio Radicale) il capo dei capi della SCPC (Suprema Cupola Politicamente Corretta), Paolo Mieli, mi abbia accusato di mancanza di stile per un tweet ironico (ovvove!) su Greta e sul Concertone. Ha ragione, faccio ammenda. Il suo stile CC (cinismo+censura), forbici (d’oro) e disprezzo degli (e)lettori non progressisti, sotto il velo di un’apparente tolleranza, è inarrivabile. Unicuique suum. Cordialità 🙏🏻.
Ps
Sempre “tonico” il Pd? 😉”

Ma cosa diceva quel tweet che ha spinto Mieli alla pubblica rampogna? Eccolo: “Gli dei della musica, dell’arte, del buon gusto, sfidati e insultati dal Concertone, si vendicano scatenando freddo, pioggia, praticamente un diluvio ☔️ ⛈. Le stesse divinità indirizzano a Greta una sonora pernacchia. Per oggi è tutto, linea alla regia 😺 “.

“Insomma, questo è lo stile e questi anche gli argomenti”, ha commentato un po’ disgustato Mieli, e lo ha fatto dai microfoni di Stampa e regime, la rassegna stampa di Radio Radicale che, dopo la morte di Massimo Bordin, ha chiamato a condurla noti giornalisti di quella che un tempo era individuata proprio come la stampa di regime. La settimana scorsa Francesco Merlo di Repubblica, questa settimana Paolo Mieli del Corriere della Sera, a seguire si vedrà.

Ora, il fatto che uno dei migliori intellettuali italiani trovi il tempo di polemizzare con Capezzone su un tema come questo la dice tutta sulle condizioni della nostra intellighenzia. Ma, soprattutto, con l’astrusa scelta di Radio Radicale siamo arrivati alla chiusura del cerchio di un Partito che fu glorioso e grande e che si è ridotto a una radio, a una radio che si è ridotta a una rassegna stampa, e ora a quella rassegna stampa data in mano a coloro che ne erano oggetto di denuncia quotidiana.

Ma alle proprie radici nessuno può sfuggire, per quanti sforzi faccia. Era il giugno 1976, Radio Radicale era nata da pochi mesi grazie all’iniziativa di due “pazzi” come Pino Pietrolucci e Claudia Rittore, e di alcuni loro amici. La radio si sentiva solo a Roma, anzi solo in alcune zone di Roma, ma fu quel che bastò a fare il miracolo di superare il quorum alle elezioni politiche del 20 giugno 1976 e a far entrare i primi quattro deputati radicali alla Camera.

Nel giugno 1976 uscì in edicola anche il primo numero di Prova Radicale, con questa copertina. Con buona pace di Paolo Mieli e dei tanti benpensanti che lo attorniano, questo era lo stile e questi erano gli argomenti che ne erano sottesi. Fu da quell’analisi politica sul regime e l’informazione che nacque “Stampa e regime”. È finita in “stampa E’ regime”.