La farsa UE . Francia e Italia alla Guerra di Libia

Se non sarà smentito, è clamoroso quel che scrive oggi Repubblica. Un pezzo di Libia, armato per dare l’assalto entro poche ore al governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli, va a Parigi per avere il via libera all’attacco. Intanto, il nostro presidente del Consiglio dichiara di essere in contatto con entrambe le parti, il presidente Serraj e il generale Haftar. Conte allerta anche sui rischi di una crisi umanitaria e di infiltrazioni terroristiche, dichiarando che l’ambasciata italiana a Tripoli rimane aperta, che il nostro personale militare rimane in Libia e che i nostri interessi sono tutelati. Oggi pomeriggio vertice a Pazzo Chigi con i ministri degli Esteri e della Difesa.

Basandosi sui tracciati aerei di Flightradar, Repubblica scrive che il 4 aprile, gli emissari di Haftar, in particolare il figlio Saddam Haftar, comandante militare delle forze di Bengasi, sono andati a Parigi per avere il consenso sull’assalto finale, poche ore dopo aver annunciato la decisione di attaccare Tripoli. Il Falcon libico è ripartito nella notte per Bengasi. L’8 aprile, un altro aereo è decollato dalle basi di Haftar con destinazione Roma, dove alcuni emissari tra cui un altro figlio del generale Haftar, incaricato dei rapporti diplomatici, hanno incontrato Giuseppe Conte per concordare una possibile tregua.

In Libia sta per esplodere la guerra civile, con Italia e Francia su fronti contrapposti, Bruxelles tagliata fuori e senza alcun ruolo. Sul petrolio della Libia, come già avvenuto con l’assassinio di Gheddafi, a Parigi si discute l’ok ad un altro assalto militare, le cui conseguenze pagheremo care per anni, in Europa e in Italia.

Tutto questo mentre Macron e i vari cosiddetti Europeisti continuano a recitare la sceneggiata di un’Europa, che ormai neppure lontanamente ha a che fare con quella immaginata da Altiero Spinelli, messa in pericolo dall’assalto dei populisti e nazionalisti annidati nei paesi di Visegrad e a Roma.