Le femministe iraniane alle occidentali: il vostro velo è un insulto

“Voglio dire chiaramente alle politiche occidentali, le turiste o le atlete che vengono nel mio bellissimo Paese e dicono di indossare l’hijab in segno di rispetto per la nostra cultura che chiamare una legge discriminatoria parte della nostra cultura è un insulto alla nostra nazione.”

A dirlo al Daily Mail è Masih Alinejada, giornalista e attivista iraniana che dal 2009 vive in esilio tra Londra e New York e che ha promosso My Stealthy Freedom, il movimento per i diritti delle donne iraniane che manifestano il terzo giorno della settimana a volto scoperto e con i capelli sciolti sulle spalle, sventolando un drappo bianco simbolo del White Wednesday (mercoledì bianco). Un movimento che ha già portato in carcere decine di donne iraniane che si ribellano all’obbligo di indossare il velo.

Come riporta il Corriere della Sera, Masih Alinejad denuncia la solitudine delle donne iraniane nel combattere questa imposizione, a cui si aggiungono manifestazioni di segno opposto da parte di donne di varie parti del mondo, come quella recente in Nuova Zelanda, dopo la strage alla moschea di Christchurch, che ha visto la premier Jacinda Ardern indossare il velo in segno di rispetto e solidarietà. Altre donne l’hanno imitata. “Ho ammirato il fatto che la premier sentisse compassione verso la comunità musulmana ma mi ha spezzato il cuore vederla velata. Usare uno dei più visibili simboli di oppressione delle donne islamiche in molti Paesi come gesto di vicinanza è oltraggioso”, afferma Masih Alinejad.

E in una lettera aperta in francese e inglese, aperta alla sottoscrizione online, si chiede alla premier neozelandese: “Perché devi dimostrare la tua empatia utilizzando un simbolo fondamentalmente liberticida e sessista, come dimostra il destino delle donne iraniane, afghane o saudite costrette a subirlo, e che subiscono la frusta e il carcere quando lo rifiutano? Come dimenticare gli omicidi di triste memoria, gli attacchi al vetriolo che hanno sfigurato per la vita donne musulmane perché avevano rifiutato il velo?”.

E in tutto questo, l’Onu non solo avvolge nel silenzio questi drammi, ma tollera che l’Iran faccia parte della sua Commissione per i diritti delle donne, l’Arabia Saudita del Consiglio per i diritti umani e che la Turchia supervisioni le organizzazioni umanitarie.

Ipocrisie, ignoranza, collusioni, che lasciano le donne iraniane abbandonate e oltraggiate.