E CHI PAGA ?

1 – Una famiglia viene carcerata. Padre ultra ottantenne ai domiciliari, 2 sorelle in galera a Vercelli mentre il fratello in Svizzera evita le sbarre

2 – L’accusa li ritiene responsabili di reati gravi: falso in bilancio, manipolazione dei mercati e distrazione di capitali.

3 –  Una sorella sta male e chiede i domiciliari.

4- Il GIP glieli nega.

5 – Lei si aggrava.

6 – Il GIP la fa uscire solo dopo una richiesta avanzata dal direttore del penitenziario di Vercelli che segnala lo stato di salute e dopo una perizia medica.

7 – Le pressioni che le fanno intendere che con il rito abbreviato può “uscire” dal processo contando sulla mitezza delle pene sostitutive (lavori socialmente utili) hanno effetto e …

8 – La sorella richiede il rito abbreviato ed esce subito dal carcere di Vercelli.

9 – L’accusa ottiene 2 anni e 8 mesi e lei viene messa in libertà in attesa della sentenza definitiva e delle decisioni del giudice di sorveglianza che deciderà in merito alle pene alternative.

10 – Il fratello si costituisce e affronta il processo (senza riti abbreviati).

11- Si celebra il processo a Paolo (il fratello) che viene assolto con formula piena.

13 – La sorella (Giulia) riceve una mazzata in quanto i Giudici del Tribunale di sorveglianza invece di darle i servizi sostitutivi della pena la sbattono a San Vittore

14 – I legali di Giulia depositano un’istanza di revisione del patteggiamento sulla base dell’assoluzione ottenuta in via definitiva dal fratello Paolo «per gli stessi fatti», ovvero i reati di falso in bilancio e aggiotaggio

15 – La Corte d’appello di Milano revoca il patteggiamento, assolvendo definitivamente Giulia. Il patteggiamento era «inconciliabile», «visto un pronunciamento passato in giudicato che dichiara l’insussistenza del fatto».

 

Sei anni per approdare a nulla se non un più che probabile procedimento mirato ad ottenere un risarcimento per ingiusta detenzione e danno biologico.

Il conto potrebbe essere molto salato, ma non ci sono problemi… Si paga tutti insieme e malgrado un Referendum molto chiaro sulla responsabilità civile dei magistrati, continueremo a farlo senza che i responsabili siano sfiorati dalle conseguenze delle loro azioni.

Questo è quello che accade oggi nella giustizia popolata di tanti piccoli “Torquemada” che prendono ispirazione dalle tesi di Piercamillo Davigo.

Per inciso la famiglia in questione è quella di Ligresti ma questo poco importa… Questo è il metodo e può capitare a tutti di imbattersi in qualche giudice del tutto indifferente alla responsabilità che sottende le sue decisioni.

(Giulio Galetti)