I PENTITI

Dopo Massimo Cacciari (“È finita l’Europa che si è andata costruendo negli ultimi 20-25 anni. Anni in cui si sono inanellati una serie di errori straordinari”) ed Enrico Letta (“Non difendo l’Unione europea così com’è”), comincia la carrellata dei Pentimenti e dei Distinguo, sintetizzata dallo slogan per le europee annunciato oggi dal Partito Democratico: PER UN’ALTRA EUROPA. Sottotitolo PIÙ GIUSTA VERDE DEMOCRATICA E DEL LAVORO. Un atto di pubblico pentimento.

Oggi vogliono tutti un’Altra Europa. Altra da quella che hanno fatto (anche) loro votando tutto, dal Fiscal compact a Dublino 3. E paiono strabici, schizoidi: fanno disperati appelli al voto contro i sovranisti e i populisti eurocritici ma sono diventati critici pure loro.

La domanda che sorge spontanea è: ma chi l’ha fatta in questi 15 anni questa Europa così com’è? Perché se ne vuoi UN’ALTRA e che sia DEMOCRATICA, vuol dire che questa non ti piace e non è democratica, Insomma: ci chiariscano, al di là degli slogan, che tipo di Europa vogliono. Al momento sembra non vogliano nulla e non sappiano fare nulla, in continuità con i loro governi.

Forse preferiscono rifugiarsi nelle alate parole pronunciate ieri a Messina da Massimo Cacciari: “Mi sforzerò di mostrare, soprattutto a beneficio delle nuove generazioni, che l’Europa sia più da considerarsi un compito, un dover essere. L’Europa non ha una natura, è uno spirito, è una grande idea”. Così parlò il Filosofo Veneziano nella sua Lectio inauguralis del 290° anno dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti.