ERRARE E’ UMANO, PERSEVERARE E’ SOROS

Lo scorso anno un budget di almeno 10 milioni di euro fu investito in una ossessionante e massiccia campagna pubblicitaria (stazioni, aeroporti, cinema, bus, metropolitane, pagine di giornali, copertine beatificanti del gruppo DeBenedetti, youtube, spot internet) con un disegno politico preciso : piazzare Emma Bonino di nuovo agli Esteri, nel prevedibile e previsto governo di Larghe Intese che Renzi e Berlusconi avrebbero da lì a poco tenuto a battesimo. Un disegno abile, quasi perfetto, fondato sul massiccio apporto di capitali di George Soros e con un piccolo peccato originale : il non avere letteralmente compreso nulla del Paese nel quale si vive , nè del sentimento diffuso nell’opinione pubblica reale dopo 15 anni di politica economica alla “Più Europa”. Sicchè andò come andò. Autoproclamata Zia d’Italia la Bonino si trovò a fare l’icona di una forza inesistente, marginalizzata, ostaggio di vecchi rottami alla Tabacci e Sanza. L’occasione per fare un punto a capo, dopo la negativa esperienza e la dissipazione di una marea di soldi, ci sarebbe anche stata. Affidando a un Cappato il tutto e ponendo fine all’accanimento terapeutico, i Più Europei avrebbero potuto serenamente rottamare una sigla infelice con le sue infelici proposte (Aumento dell’Iva, Tassa sulla prima casa e altre amenità), dando vita ad altro. Macchè. Liquidato Cappato e quanto ancora di lontamnamente “radicale” ancora albergava in quella formazione, ci si è affidati ai pullman di Tabacci e Sanza per fare iscritti e da ieri – si apprende – ricominciano i versamenti di George Soros. Per ora 200mila euro che – bontà loro – sono per ammissione pubblica “l’inizio dei contributi”. Il guaio è che tentare il bis, inondare nuovamente stazioni aeroporti cinema e you tube all’insegna di un europeismo melenso e insignificante , questa volta ha una piccola controindicazione: non si è più Lista Bonino Tabacci, adesso si diventa anche ufficialmente Lista Soros. La lista del generoso uomo la cui speculazione contro la lira causò nel 1992 all’Italia una perdita di 48 miliardi di dollari, come Bettino Craxi giustamente denunciò anche in sede internazionale. Insomma, dispiace ma è il caso di dirlo: errare è umano, perseverare è Soros.

(Giovanni Negri)