+Europa . I soldi di Soros e il De Profundis di Mieli

George Soros e sua moglie hanno versato 100.000 euro ciascuno a +Europa, avviando la campagna di autofinanziamento del partito di Bonino e Tabacci in vista delle elezioni europee. Lo ha annunciato il segretario Benedetto Della Vedova su Facebook, ringraziando di cuore Soros e consorte e augurandosi “che molti cittadini, e fra loro in particolare imprenditori e manager, seguano il loro esempio”. 100.000 euro è il massimo ammesso dalla legge per le donazioni individuali. Alle scorse politiche, il docente di storia all’Università della California Peter Baldwin, fondatore con la moglie del Fondo di beneficienza Arcadia, aveva donato oltre 1,6 milioni di euro, di cui 100.000 alla lista +Europa e gli altri a singoli candidati.

Poiché i 200.000 euro della famiglia Soros – versati lo scorso gennaio e resi pubblici in base all’obbligo stabilito dalla legge n. 3 di quest’anno per le donazioni superiori a 500 euro – sono solo l’inizio e ancora non esistono i candidati alle europee, è lecito aspettarsi che saremo di nuovo inondati da una marea di spot di +Europa in stazioni ferroviarie, cinema, You Tube e app varie, come avvenuto la scorsa primavera. Una marea di soldi e di spot, tanti sondaggi che li vedevano volare all’8%, ma alla fine gli elettori che si fecero affascinare dall’imponente propaganda furono solo il 2,5%, con picchi al centro di Roma e di Milano.

Ma oggi anche in questi ambienti lo scetticismo si fa strada. In un editoriale sul Corriere della Sera di oggi Paolo Mieli vede difficile, nonostante “l’encomiabile sforzo della Bonino”, che +Europa possa rivitalizzare l’area alla destra del Pd, in «direzione centro», cioè quell’area che nella Prima Repubblica fu occupata dalla “grande foresta di Dc, Pri, Psdi e Pri e in tempi recenti la più modesta piantagione di Mario Monti”. Un paragone strampalato, visto che Mieli dimentica di ricordare che quella grande foresta della Dc e dei centristi di allora proliferò grazie alla costruzione del debito pubblico che ancora ci portiamo sulle spalle e che il montismo con quell’esperienza non ci azzecca niente, se si parla di spazi politici e non geometrici, a destra del Pd, direzione centro

Ma tant’è. Il fatto è che anche i salotti milanesi e pariolini non credono più nel tentativo di Emma Bonino, che anzi rischia di vedersi “lasciata sola” se “i suoi sodali correranno a candidarsi nelle liste del Pd”. E così, mentre Soros inizia a rimpinguare generosamente le casse di +Europa in vista delle europee, Paolo Mieli ne officia il funerale anche fra i colti e i Capalbiani, con il meglio del partito di Bonino e Tabacci che pare destinato a finire direttamente nel Pd.