Vergogna . Teheran frusta, Ue e Italia tacciono

38 anni di carcere e 148 frustate. A tanto è stata condannata in Iran Nasrin Sotoudeh, famosa avvocatessa iraniana in difesa dei diritti umani, per “collusione contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro lo Stato”, “istigazione alla corruzione e alla prostituzione”, e per “essere apparsa in pubblico senza hijab”.

Nel 2012, il Parlamento europeo aveva assegnato a Nasrin Sotoudeh il premio Sacharov per la libertà di pensiero. Sotoudeh è rinchiusa nel carcere di Evin dal 13 giugno 2018 ed è stato il marito a far sapere della sua nuova condanna a 33 anni di prigione, che vanno ad aggiungersi ai cinque di una precedente sentenza. L’agenzia di stampa della Repubblica Iraniana, invece, parla di una condanna a sette anni di reclusione. Amnesty International sta cercando di chiarire se si tratta di versioni contrastanti o di sentenze che si riferiscono ad accuse diverse.

Intanto, però, è triste registrare come il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, sia purtroppo una mosca bianca, tra Bruxelles e Roma, a condannare il governo di Teheran con parole chiare. Accreditando la condanna a 38 anni, riportata dalla BBC, Tajani dichiara: “Condanno la sentenza del governo iraniano contro Nasrin Sotoudeh, vincitrice del Premio Sacharov. Sotoudeh ha dedicato la propria vita a difendere i diritti delle donne e a battersi contro la pena di morte. Il Parlamento europeo è con lei”.

Federica Mogherini, invece, alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che ieri si preoccupava di farci sapere di essere negli Stati Uniti a parlare di intelligenza artificiale e ruolo delle donne nella società, e che nell’agosto 2017 si velò silenziosa il capo al parlamento di Teheran per l’insediamento del presidente Hassan Rohani, non ha ritenuto di dover spendere una parola direttamente, lasciando il compito alla sua portavoce, che ha riassunto la sua dichiarazione in un laconico tweet in cui si dice che la condanna di Nasrin Sotoudeh “ad almeno sette anni di prigione è uno sviluppo preoccupante”. Quando c’è di mezzo l’Iran, Federica Mogherini è sempre attenta a non irritare Teheran sui diritti umani e su quelli delle donne in particolare.

Per il resto:

Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, tace

Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, tace

Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, tace

Roberto Fico, presidente della Camera, tace

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, tace

Enzo Moavero Milanesi, ministro degli esteri, tace.

E Laura Boldrini, ex presidenta della Camera e difensora di (quasi) tutte le donne? Un altro silenzio pietoso.