The New House of the People

“Vorrei cambiare la sede nazionale del PD da via del Nazareno e costruire a Roma ma anche un po’ in tutto il paese delle sedi del Partito Democratico dove il primo piano sia destinato a dei coworking delle idee, dove ragazzi e ragazze, le donne, coloro che vogliono dare una mano, possono entrare e dire «guardate che state sbagliando, secondo me noi dobbiamo cambiare posizione». Una nuova bella sede, con al piano terra anche una bella libreria, un coworking, un bar”.

Così parlò il fratello politically correct di Montalbano, che promette nuovo impulso all’edilizia in crisi. Nuove sedi, di almeno due piani, che sotto ci va il coworking dell’after working, con un po’ di political talk in attesa dell’happy hour. Volendo ci sta anche un bel threeseven, mentre ti bevi a glass of wine.

L’idea pare buona, ha qualcosa di caldo, di antico, tipo la nuova Casa del Popolo di Peppone, dove si giocava a tresette davanti a un bel bicchiere di vino e si parlava e si urlava di politica, e magari si giocava pure a bocce. Tempi andati che ritornano, ma ora prima ragazze e ragazzi e le donne, che mica siamo più quei buzzurri. E please speak english, senza urlare, che you disturb i dirigents che stanno al piano di sopra a elaborare la linea. Ma questa volta il Partito è democratico e si potrà sempre salire e dir loro con i dovuti modi: You’re wrong. Change position.

È fatta. La sinistra si è resettata. Il popolo costruirà la sua nuova casa.