Casi umani e casi disumani

CHESSADDAFA’ PECCAMPA’

 

Giornata densa di casi di tutti i tipi. A Quarrata, in provincia di Pistoia, i carabinieri hanno arrestato una signora di 53 anni, nella cui abitazione sono state trovate 470 banconote false da 20 e 100 euro per un totale di circa 14.000 euro. La donna aveva già preso un appuntamento per chiedere il reddito di cittadinanza e proprio stamattina sarebbe dovuta andare a presentare la domanda.

A Ostia, intanto, almeno tre nuclei del clan Spada hanno preso appuntamento al Caf per compilare l’Isee, documento preliminare per chiedere il reddito di cittadinanza. Subito è intervenuto Di Maio, in qualità di ministro, garantendo, non si sa a quale titolo, “che chi fa parte del clan Spada non prenderà un solo euro. Nemmeno uno! Ho già chiesto personalmente di fare le opportune verifiche sul caso”.

Forse Giggino dovrebbe dare ascolto all’ambulante abusivo di Taranto, italiano, che alla giornalista del Messaggero ha spiegato perché l’idea di chiedere il reddito di cittadinanza non lo sfiora neppure: “In nero guadagno di più. E poi, signorì, quella è tutta una presa in giro”.

Ma oggi c’è un altro caso umano, quello di Carlo Calenda, che si è visto respingere dalla Ragioneria di Stato la sua avventata richiesta di incassare il Tfr per gli anni in cui ha fatto il sottosegretario, il viceministro e poi il ministro dello Sviluppo economico. Voleva circa 40.000 euro, Capitan Calenda, sostenendo che non capisce perché i ministri parlamentari incassino il Tfr e i ministri non parlamentari no. Pazientemente la Ragioneria ha spiegato a questo illustre ex-esponente di Confindustria che i parlamentari versano ogni mese un contributo per il loro Tfr, mentre sottosegretari, viceministri e ministri no. Quindi, stava chiedendo qualcosa che non gli era dovuto e che era privo di copertura, non avendo versato alcun contributo.

E poi c’è il caso disumano. Quello della tradizionale Marcia di Pasqua del Partito Radicale, che nacque nel 1980 nell’ambito della battaglia contro lo sterminio per fame nel mondo. Da allora, è sempre stata la Marcia per la vita. Quest’anno sarà la Marcia per la vita di Radio Radicale. Allora ci fu l’appello di decine di Premi Nobel, oggi c’è l’appello di Rocco Papaleo, Alessandro Haber, Luca Barbarossa, Jimmy Ghione, Alessandro Gassmann, che promuovono una raccolta fondi, non per finanziare Radio Radicale, ma per finanziare una campagna d’informazione sulla chiusura di Radio Radicale. Dal diritto alla vita per gli assassinati per fame al diritto al sussidio di Stato per Radio Radicale. Un reddito di cittadinanza tagliato su misura. Dalla tragedia alla farsa.