Il Reddito di Cittadinanza fa flop anche alla Posta

Per giorni tutti i mezzi d’informazione avevano previsto che stamattina ci sarebbe stato un assalto agli uffici postali di richiedenti del reddito di cittadinanza. Erano partiti gli appelli: non venite tutti insieme, venite in ordine alfabetico. E invece stamattina non c’è stato alcun assalto alle poste e ai Caf, niente corse o file chilometriche. Alle 14, negli uffici postali di tutta Italia le richieste sono state 29.147. Ancora una volta viene da domandarsi dove i media raccolgano le informazioni con cui raccontano questo paese, che puntualmente li smentisce.

Sarà una malignità di chi scrive, ma forse pesa il fatto che, a differenza dei falsi invalidi, qui ci possa essere il timore di presentare una domanda che prima ti richiede di districarti in un labirinto di procedure e poi ti espone a possibili controlli su conti bancari, proprietà e situazioni lavorative, con il rischio che magari vengano fuori cose sinora tenute ben nascoste, abusi edilizi, lavori in nero o situazioni famigliari ingarbugliate. È possibile che, a fronte di un assegno che non si sa se arriverà e a quanto potrebbe ammontare, molti possano preferire tenere lo Stato fuori dalla porta di casa. Meglio continuare a passare inosservati, a essere invisibili.

Vari sondaggi hanno già indicato univocamente che circa il 60% degli italiani è contrario al reddito di cittadinanza, con punte tra il 60 e il 70 per cento tra gli elettori di Lega e Pd, e di quasi il 30% tra quelli dello stesso M5S.

Non più tardi di cinque giorni fa, alla domanda su quale sarebbe il primo provvedimento sacrificabile nel caso il governo dovesse intervenire per far quadrare i conti, il 54% ha indicato proprio il reddito di cittadinanza, percentuale che sale al 62% tra gli elettori della Lega e al 67% tra quelli del Pd, ed è ben al 31% tra gli elettori del M5S.

Alla fine il reddito di cittadinanza sembra servire soprattutto ai Cinquestelle per avere uno slogan in campagna elettorale. Sempre che funzioni ancora.