Il conto alla rovescia per Salvini

In un’intervista a Repubblica, Roberto Maroni celebra il funerale del centro destra, perché ormai si gioca dentro uno schema diverso e non ha più senso parlare di un’area moderata e una populista. I moderati che Berlusconi vorrebbe rappresentare sono una categoria in via di estinzione, “Esiste solo un’area sovranista e al suo interno c’è spazio per una componente centralista e un’altra autonomista”. In questo schema, i ceti produttivi presenti soprattutto al Nord “hanno bisogno di una rappresentanza particolare, fatta di concretezza e coraggio”. Per Maroni si andrà a votare nel 2020, e non serve più Forza Italia ma una “Forza Nord”, che affianchi la Lega nazionalista.

Al di là che sia lui o altri ad assumere l’iniziativa, le parole di Maroni segnalano come Salvini si sia infilato in un labirinto e come esiste spazio politico non coperto, oltre che un’insoddisfazione crescente nei ceti produttivi del Nord, di fronte a un governo gialloverde immobile, che per vivere deve fermare tutto o fare accordi al ribasso, dalla Tav all’autonomia delle Regioni. Un gioco che non funziona più.

Sulla stessa lunghezza d’onda del conto alla rovescia si muove Vittorio Feltri, che su Libero richiama Giorgia Meloni, Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini alla necessità di passare subito dalle parole ai fatti e a raccogliere le firme per un referendum contro il reddito di cittadinanza, contro la dissipazione dei soldi pubblici, non appena il provvedimento sarà approvato dal parlamento.

E se occorre un altro segnale, ieri Agorà Rai ha diffuso un sondaggio di EMG Acqua in cui, alla domanda su quale sarebbe il primo provvedimento sacrificabile nel caso il governo dovesse intervenire per far quadrare i conti, il 54% ha indicato il reddito di cittadinanza, percentuale che sale al 62% tra gli elettori della Lega e al 67% tra quelli del Pd, ed è ben al 31% tra gli elettori del M5S.

Tutti segnali che indicano che è iniziato un conto alla rovescia, perché Salvini può benissimo continuare a dire che il governo con Di Maio durerà cinque anni, ma basta che partano il referendum contro il reddito di cittadinanza e un movimento del Nord, e non solo del Nord, che dice “Mai con i Cinquestelle”, e Salvini entra in rotta di collisione con pezzi consistenti del suo mondo di riferimento.