Il M5S crolla in Abruzzo mentre Di Maio attacca la giuria di Sanremo

Il centro-destra vince le elezioni in Abruzzo. La Lega primo partito. Crollano i Cinque Stelle. Marco Marsilio di Fratelli d’Italia raccoglie, quando sono state scrutinate poco più del 70% delle schede, il 49,1% dei consensi, staccando il candidato del centrosinistra allargato Giovanni Legnini che si ferma al 31,2%. Il M5S finisce terzo con il 19,1% dei voti, contro il 39,8% delle politiche e il 21,4 delle ultime regionali.

La strategia con cui Di Maio reagisce al crollo in Abruzzo: attaccare la giuria di Sanremo. “Più che sulle canzoni preferite di ognuno, vedo che c’è un gran dibattito sul vincitore di Sanremo perché la giuria, composta da critici musicali del ‘calibro’ di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic. E qual è la novità? Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell’occasione di Sanremo”. Lo scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio in un post in cui svela che la sua canzone preferita del Festival è stata ‘Abbi cura di me’ di Simone Cristicchi. “Faccio i miei complimenti a Mahmood, a Ultimo e a tutti gli altri. E ringrazio Sanremo perché quest’anno ha fatto conoscere a milioni di italiani la distanza abissale che c’è tra popolo ed ‘élite’. Tra le sensibilità dei cittadini comuni e quelle dei radical chic. Per l’anno prossimo, magari -auspica il leader del M5S-il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi facciamolo contare!”.

Maduro fa fare manovre militare nel mezzo della crisi per gli aiuti bloccati ai confini. Un colonnello dell’esercito riconosce Guaidó. Oggi alle 15 al Viminale Salvini riceve una delegazione inviata da Guaidó (Rodrigo Diamanti – Responsabile Europa Aiuti Umanitari; Francisco Sucre – Presidente della Commissione Esteri dell’Assemblea Nazionale; Antonio Ledezma – ex Sindaco di Caracas). Domani voto alle Camere su riconoscimento a Guaidó; manifestazione pro Guaidó davanti alla Camera e pro Maduro davanti al Senato. C’è pure un allarme su una massiccia presenza di leader delle Farc in Venezuela: starebbero organizzato un apporto alla difesa militare di Maduro.

Con crescente preoccupazione per quel che potrebbe accadere alla propria economia se cade Maduro, Cuba annuncia quello che viene presentato come un modo per attrarre turismo e investimenti stranieri: un rivoluzionario sistema di protesi per il pene.

45.000 secondo la Polizia, 200.000 secondo gli organizzatori i partecipanti alla marcia di Madrid al grido di “Sánchez dimettiti”. Pp, Ciudadanos e Vox, ma senza simboli di partito e con solo bandiere spagnole, hanno fatto una “mozione di censura di piazza” contro il primo ministro socialista accusato di cedere ai separatisti. Ma Sánchez usa la manifestazione per cercare di spaventare i separatisti e convincerli a votargli il bilancio.

Un nuovo round di negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina comincia oggi a Pechino, dopo che l’ultima serie di negoziati si è conclusa a Washington la scorsa settimana senza un accordo e con il negoziatore statunitense che ha dichiarato che occorre ancora molto lavoro.