Il Governo tiene. I Conti no

Ma certo che il Governo può tenere. Gli score elettorali Gialloverdi nonostante il dimezzamento secco dei Grillos sono chiarissimi: l’opposizione non esiste. E l’opposizione culturale, civile, mediatica in senso lato è ancor oggi penosa nel non rispondere – persino e ancora oggi, a un anno di distanza – a una elementare domanda: perché il 4 Marzo ieri (e oggi nuovamente in Abruzzo) un paese ha cambiato passo, voto, partito in modo così drastico, inappellabile. Niente: la sequela degli insulti impotenti, il Rosario degli appelli alla resistenza, la liturgia delle “forze costituzionali “e dei “fronti repubblicani” continua a opporre il suo muro di idiozie a una analisi che ancora, drammaticamente, manca. Ma non è questo il punto. Il punto è che, se il Governo tiene, sono i Conti Pubblici, il Conte Pubblico a Palazzo Chigi a non tenere. Andiamo al nodo: la manovra finanziaria che occorre varare nel 2019 è di almeno 20 miliardi di euro, senza calcolare gli sforzi aggiuntivi per le chimere dei sogni, le quote 100 e i Redditi di Cittadinanza. Chi è pronto a vararla, questa manovra? Salvini con Di Maio? Qualcuno ha barzellette migliori?  La verità è una e una sola: o Salvini si trasforma in Tsipras, indossa la Felpa Berlino, trascina Dimaio e Dibba a Berlino giurando fedeltà e subalternità eterna a tutti i voleri di Merkel – e allora potrebbe ottenere qualche sconto e prebenda – oppure è bene che cominci con discreta urgenza a pensare al Governo Lacrime e Sangue da proporre agli italiani con una coalizione di Centrodestra del tutto nuova. Che sappia parlare di soldi veri, non di idiozie berlusconiane.