Te le do io le regole

Parigi e Berlino infuriate con la Commissione europea che ha bocciato la fusione delle attività ferroviarie di Alstom e Siemens. “Un errore economico, un errore politico, che indebolisce l’Europa e favorirà gli interessi della Cina”, ha accusato il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire. Non c’è alcuna concorrenza cinese sul mercato europeo, sostiene invece la commissaria Ue alla Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, secondo la quale la fusione tra i due colossi francese e tedesco “avrebbe comportato prezzi più elevati per i sistemi di segnalazione che garantiscono la sicurezza dei passeggeri e per le generazioni future di treni ad altissima velocità”.

In Europa ci sono “regole obsolete che bisogna riformare” è tornato oggi alla carica Le Maire. “Adesso dobbiamo guardare al futuro e rifondare le regole della concorrenza europea. Con la mia controparte tedesca, Peter Altmaier, faremo proposte per rifondare queste regole e avere una politica industriale europea più ambiziosa”.

Questa è la sostanza. Se le “stupide regole” (copyright by Romano Prodi) dell’Ue in materia di bilancio non funzionano per l’Europa ma vanno bene a Berlino e Parigi, il solo proporre di cambiarle è una sorta di vilipendio e di oltraggio del sogno europeo, oltre che manifestazione di irresponsabilità. Se le regole non vanno bene per servire gli interessi di Germania e Francia, allora poche discussioni: si cambiano e basta. Naturalmente per il bene dell’Europa.

Nessuna sorpresa. Si sta passando all’attuazione dell’accordo di collaborazione germano-francese, firmato ad Aquisgrana da Merkel e Macron, che nelle premesse recita: Noi siamo noi e voi non siete un cazzo. Però potete accodarvi, che vi conviene.