BOCCIATO

Tre sondaggi in quattro giorni e i risultati sono univoci: una clamorosa bocciatura del Reddito di Cittadinanza da parte degli italiani.

L’ultimo sondaggio, realizzato da EMG Acqua, è stato diffuso oggi da Agorà Rai e indica che per il 38% il Reddito di Cittadinanza è uno spreco di soldi, per il 26% incoraggia a stare sul divano, per il 17% invece combatte la povertà e per il 10% rilancia l’occupazione. Solo il 9% non si esprime.

Quindi, il 64% ha un’opinione negativa del Reddito di cittadinanza e solo il 27% lo ritiene positivo.

In particolare, sono contrari l’84% degli elettori del Pd, il 66% di quelli della Lega e il 27% del M5S.

Ieri è stata La Stampa a pubblicare i risultati di un’indagine condotta dall’Istituto Piepoli e anche questa volta il risultato è netto, “Il Reddito di Cittadinanza bocciato da 6 su 10”, ha titolato il quotidiano torinese.

Infatti, il 55% degli italiani si dichiara contrario al Reddito di Cittadinanza, solo il 41% è favorevole e il 4% non sa.

Il 57% ritiene che aumenterà il lavoro nero e il 64% pensa che non incentiverà la crescita dell’occupazione.

Il 65% ritiene che il Reddito di Cittadinanza sarà più utile per il Sud e le isole, il 6% per il Nord e sempre il 6% per il Centro. Il 23% non sa.

Due giorni prima era stato Libero, che ha lanciato la proposta del referendum, a pubblicare il sondaggio commissionato all’agenzia demoscopica AnalisiPolitica, da cui emerge che se si votasse oggi per un referendum che chiede l’abrogazione del Reddito di Cittadinanza, tra coloro che hanno già maturato un’opinione il 59,2% direbbe SI e il 40,8% NO.

Se si considerano anche coloro che ancora non sanno (19%) e coloro che si asterrebbero (5%), i SI raggiungono il 45% contro il 31% di NO.

Al Nord i SI raggiungono il 55,1% contro il 25,3% di NO e il 15,8% di indecisi.

Al Centro, invece, dove la percentuale degli indecisi sale al 27,5%, il 23,7% voterebbe SI e il 46% NO.

Al Sud, con il 22,2% di indecisi, i SI sono il 34,1% e i NO il 35,8%.

Da notare che oggi voterebbe SI all’abrogazione anche il 13,9% degli elettori dei Cinquestelle, con il 23,7% che ancora non sa. Per quanto riguarda gli altri partiti, voterebbe SI il 34,5% della Lega, che ha ben il 27,5% di indecisi, il 7

Sono cifre che dicono che gli italiani sono un popolo che rifiuta una transazione di questo tipo tra cittadini e Stato, basata su un rapporto Stato-lavoro senza dignità. Occorre un governo che intervenga, che faccia una politica espansiva, che corregga gli errori dell’impostazione europea dell’ultimo decennio, ma che lo faccia in modo civile, serio, dignitoso.

Dopo mesi di informazione a senso unico, con un’opposizione balbettante, governo e Cinquestelle sono riusciti a convincere solo 4 elettori su 10 della bontà dell’iniziativa. E quindi si comprende il nervosismo con cui Di Maio e Di Battista reagiscono alla prospettiva del referendum, dove il confronto sarà sul rapporto tra il cittadino e lo Stato, sul fatto se noi tutti dobbiamo pagare qualcuno perché non faccia nulla o se dobbiamo pagarlo perché fa qualcosa per la collettività. Un referendum sulla dignità del lavorare, non sulla povertà. Così come fece Roosevelt con il suo New Deal di fronte alla Grande Crisi del 1929, diciamo che in un periodo di crisi lo Stato deve intervenire direttamente, investire in opere pubbliche e dare lavoro. E siamo convinti che, posto su questo piano, i difensori del Reddito di Cittadinanza il referendum lo perderanno.