La Cgil ricomincia da Caracas

Il nuovo corso della Cgil di Maurizio Landini inizia con questo tweet: “Il #congressoCgil, visto quanto accade in Venezuela, secondo i propri principi di libertà, democrazia e solidarietà, approva una mozione di condanna verso l’autoproclamazione #JuanGuaido a presidente e le ingerenze straniere verso la presidenza democraticamente eletta di Maduro”.

Presentato come colui che, provenendo da sponde rivoluzionarie, potrebbe essere riformista, Landini fa subito deragliare la “sua” Cgil. Con chi sta: con il popolo o con Maduro, difeso da Putin, Erdogan e dall’Iran? Il popolo affamato vuol liberarsi dal tiranno: Landini con chi sta?

E il governo italiano con chi sta? La Ue con chi sta? Il governo spagnolo ha problemi con Podemos e quello italiano con i Cinquestelle, e così l’inutile Ue si limita a chiedere a Maduro di indire elezioni libere e un’uscita negoziata. Niente riconoscimento per Juan Guaido, presidente dell’Assemblea nazionale, come hanno invece già fatto Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile, Perù, Ecuador, Costa Rica, Paraguay e Messico.

Landini, Di Battista, Podemos. Il nuovo fronte s’avanza.