IL ROMANZO DEI VALDESI

La notizia sugli amici della Tavola Valdese che offrono accoglienza ai profughi come atto di benevolenza mi ha ricordato un’incredibile storia di tempi lontani, quando i migranti furono loro: i Valdesi. Scoprii un pezzo di storia valdese vicino a Città del Capo, in un museo un po’ cupo dedicato all’epopea del Grande Trek, la lunga marcia dei Boeri verso l’interno del SudAfrica odierno. Fu lì che con sgomento mi trovai di fronte a centinaia di foto che parevano prese di peso dall’epopea dei Cow Boys alle prese con gli indiani nelle sconfinate praterie americane. Stesse facce, stessi cappelli, stessi cavalli, stesse pentole, stessi giacigli, stesse culle, stesse donne robuste con gonne lunghe e goffe, stessi fucili. Diversi solo i nemici, sterminati senza pietà a colpi di vaiolo, alcol e moschetto: zulu in un continente, pellerossa nell’altro. E diversa l’immagine odierna di quelle migrazioni: un eroe John Wayne, una banda di bastardi razzisti i Boeri (Boeren o ancor più propriamente Burini, contadini olandesi di religione protestante, riformatori perseguitati dai cattolici e obbligati all’esilio). Boeri che tuttavia non erano soli.

Scoprii allora, ad esempio, che il Sudafrica del vino altro non fu che un’invenzione degli Ugonotti francesi scappati dopo la strage della notte di San Bartolomeo: De Villiers e cento altri cognomi certificano questa fuga dagli orrori della persecuzione cattolico romana

Infine, con grandissimo stupore, scoprii che una grande architrave della politica e dell’economia sudafricana aveva origine nelle valli piemontesi dei Valdesi, intorno alla Valpellice, e che – sissignori – i cognomi piemontesissimi Botta e Viglione erano diventati Botha e Viljioen, mentre Malan era rimasto identico e non storpiato in boero.

Per la verità quei Valdesi, così come Boeri e Ugonotti, non furono propriamente accoglienti e benevoli come gli attuali loro pronipoti. Ricordo un documento storico di una casa rurale nel quale si descriveva come le bestie, tutte le bestie (ossia cani, porci, cavalli e neri) dovessero essere rinchiusi la notte nelle stalle e ben sorvegliati. Ma insomma così va il mondo. E il romanzo dei Valdesi, ieri come oggi, resta un romanzo affascinante.

(Giovanni Negri)