Lo slalom di Cappato

“Caro Marco, non perdere tempo con Più Europa, lascia perdere i Tabacci, i Soros e le inutili risse con gli ultimi, modesti cortigiani degli ultimi finanziamenti pubblici. Non andare a quel congresso, o vacci per perderlo. E vieni con noi a discutere, a fare, a sperare.” Si conclude così la lettera aperta inviata oggi a Marco Cappato da alcuni promotori de La Marianna, in cui si auspica, “per le tue e nostre battaglie di libertà, per noi tutti che tu non voglia compromettere il tuo nome e la tua immagine con un progetto politico sbagliato quale è – o meglio quale è stato – Più Europa”.

Lasciar stare Più Europa per fare cosa, chiede qualcuno su Facebook: fare insieme “delle vere, grandi, comuni battaglie civili laiche, liberali, radicali: cioè altro, tuttaltro che accorrere al capezzale di Più Europa”, rispondono i firmatari della lettera aperta, che ricordano alcune recenti prese di posizione di Cappato che suonano nuove rispetto al passato, come l’affermare che “l’Europa deve cambiare, occorre democratizzare l’Europa”.

“È forse tempo, caro Marco, che tu ti assuma dunque qualche responsabilità politica maggiore del partecipare a una mini-corrida congressuale con le truppe di Tabacci e associati, con gli appassionati che vedono i parametri di Maastricht e voltano il capo davanti agli orfanatrofi greci , con i finti buoni, solidali e accoglienti che difendono la vergogna di Dublino 3, con chi confonde Rossi Spinelli e Colorni con le troike del disastro politico ed economico annunciato e voluto da Atene a Londra, in attesa dei disastri ormai prossimi da Roma a Parigi”, scrivono i firmatari della lettera aperta (Beniamino Bonardi, Ugo Cacciatore, Fabio Ghiberti, Giovanni Negri, Giovanni Passariello, Matteo Pradella, Claudia Zantedeschi).

Qui il testo della lettera aperta a Marco Cappato