LETTERA APERTA A MARCO CAPPATO

Beniamino Bonardi, Ugo Cacciatore, Fabio Ghiberti, Giovanni Negri, Giovanni Passariello, Matteo Pradella, Claudia Zantedeschi e altri promotori de La Marianna hanno oggi inviato la seguente lettera aperta a Marco Cappato.

Caro Marco Cappato,

te lo scriviamo con amicizia : noi speriamo per te , per le tue e nostre battaglie di libertà, per noi tutti che tu non voglia compromettere il tuo nome e la tua immagine con un progetto politico sbagliato quale è – o meglio quale è stato – Più Europa. Non basterebbero né una tua vittoria congressuale né la tua segreteria per resuscitare ciò che non sono riusciti a far vivere né gli amici di Tabacci né i soldi di Soros, né l’ appoggio mediatico imponente dei padroni del vapore né l’immagine della pluriministra Bonino, né lo scioglimento di fatto di Radicali Italiani né l’apoteosi di Politicamente Corretto che ha scandito la nascita a freddo di quella che si è risolta in una mediocre operazione elettorale. Saremmo invece felici, Marco Cappato, di fare con te delle vere, grandi, comuni battaglie civili laiche, liberali, radicali : cioè altro, tuttaltro che accorrere al capezzale di Più Europa.

Se proprio vuoi andare a quel congresso, Marco, vacci per perderlo . Vincerlo, illudersi di poter rilanciare, rianimare , rivoluzionare ciò che fu Più Europa è un errore che non meriti, che rischia di costarti caro. Abbiamo scritto – qualche mese or sono – che Più Europa aveva un solo destino . Espressione di un radicalismo di palazzo, subalterno da un decennio alla cultura post Pci, ai Napolitano e ai Monti, agli Scalfari e ai De Benedetti nelle loro versioni italiane e internazionali , dopo il 4 marzo avrebbe fatto bene a coerentemente confluire nel Pd. Oppure, aggiungemmo scherzando, non le resta che affidarsi a Cappato per essere politicamente “portata in Svizzera” , ossia sciolta senza inutili accanimenti terapeutici.

Così non è stato, anzi dopo l’umano errore del 4 Marzo a quanto pare si intende diabolicamente perseverare, sciorinando le grottesche litanie della democrazia italiana ferita a morte dal Mostro Populista (Napolitano Vate Supremo della democrazia liberale) e le difese d’ufficio di una Unione Europea che così com’è resta ed è – semplicemente – indifendibile .

Di te, Marco Cappato, in questi anni abbiamo apprezzato alcune scelte, altre no. Non abbiamo capito perché hai silenziosamente condiviso questa lenta, subalterna e perdente trasformazione della vicenda radicale in un satellite del Pd e della sua classe dirigente, né l’aver consegnato l’intero patrimonio radicale a una sopravvivenza di Palazzo e di Regime , alla prigione dorata del finanziamento pubblico che tiene sempre più in ostaggio la Radio e il Partito Radicale, diventandone il vero padrone.

Ma abbiamo invece apprezzato, seguito e sostenuto le tue scelte di coraggio spesso solitarie , il tuo restare defilato ed estraneo alla prova elettorale di Più Europa, e di recente alcune prese di posizione che suonano nuove rispetto al passato. Il tuo affermare che “l’Europa deve cambiare, occorre democratizzare l’Europa” ci ricorda l’inizio del percorso intellettuale che in questi anni ci hanno condotto – in nome dell’europeismo che sempre è stato il nostro – ad essere sempre più critici verso una Ue che sta al vero europeismo come la peggiore curia clericale romana sta al cristianesimo dei primi apostoli.

E’ forse tempo, caro Marco, che tu ti assuma dunque qualche responsabilità politica maggiore del partecipare a una mini-corrida congressuale con le truppe di Tabacci e associati, con gli appassionati che vedono i parametri di Maastricht e voltano il capo davanti agli orfanatrofi greci , con i finti buoni, solidali e accoglienti che difendono la vergogna di Dublino 3, con chi confonde Rossi Spinelli e Colorni con le troike del disastro politico ed economico annunciato e voluto da Atene a Londra, in attesa dei disastri ormai prossimi da Roma a Parigi.

Questo vogliamo dirti, Marco . Non crediamo come tu forse ancora credi a quelli che senza alcuna logica vengono ancora chiamati Stati Uniti d’Europa e che sarebbero solo un Superstato, di fatto più tedesco che europeo. Né perseguiamo alcuna alleanza con i Verdi e i sedicenti Ecologisti dell’eterno No a qualsiasi Italia ed Europa che intendano modernizzarsi e del rifiuto oscurantista contro l’ innovazione tecnologica e scientifica. Noi crediamo fortemente nella religione della libertà e – per dirla con un amico che ha mirabilmente riassunto un buon pensiero in poche parole – a noi non interessa affatto “migliorare questa Europa” perché a noi interessa tutta un’altra Europa; ossia ci interessa aumentare le libertà individuali delle persone, giacchè la democrazia e la sovranità devono tendere a scendere le scale verso le persone, non a salirle verso i governanti.

Ma al di là delle differenze, delle sensibilità e delle distanze , questo tenevamo a dirti . Abbandona l’illusione di rifondare e ridestare un progetto esaurito, privo di qualsiasi forza ideale e autentica identità civile. Il tuo generoso tentativo di salvare l’insalvabile, altro non si tradurrebbe che in un inutile spreco della tua persona e del tuo percorso. Marco Cappato può forse sciogliere e superare Più Europa, ma se si illude di rifondarla e rianimarla è condannato ad affondare con essa. E a noi interessano i fiumi carsici, le battaglie e le religioni delle libertà, le Europe della democrazia e della rivoluzione liberale.

Perciò, caro Marco, non perdere tempo con Più Europa, lascia perdere i Tabacci, i Soros e le inutili risse con gli ultimi , modesti cortigiani degli ultimi finanziamenti pubblici. Non andare a quel congresso , o vacci per perderlo. E vieni con noi a discutere, a fare, a sperare.