I fratelli Tsipras

Alla Corte

di Re Juncker

il contratto diventa

un Rotolone Regina

 

Conte si è presentato oggi in Senato tra Tria e Moavero. Non pervenuti i due vicepremier. Il certificato che dalla Manovra del popolo si è passati alla manovra dei tecnici.

Una manovra discussa e scritta completamente a Bruxelles, tra governo e Commissione Ue, con il parlamento completamente espropriato. Altro che sovranisti. Roba che neanche il governo Monti era arrivato a fare con tanta sfacciataggine. Ma questo è il modo in cui questa Ue esporta il suo assetto non democratico anche nei vari Stati europei. E di fronte a questo spettacolo, un’opposizione europeista, sempre più stordita, che ha subito questo scempio istituzionale in silenzio, tranne qualche balbettio di circostanza nelle ultime 48 ore. Vittoria del M5S e della sua visione plebiscitaria e antidemocratica, in cui il parlamento è un orpello inutile. Come per Bruxelles. E infatti ora Senato e Camera voteranno in gran fretta ciò che si è deciso nella vera capitale, con tanto di duplice voto di fiducia. In silenzio.

La versione del governo è: tanto rumore per nulla. “Non è cambiato niente, avevamo solo sbagliato i calcoli e pensavamo di spendere di più. Faremo tutto, allo stesso modo, con gli stessi tempi e con meno soldi.” Insomma, è arrivato il Babbo Natale tante volte evocato da Salvini fino a qualche settimana fa. La letterina che nessuno capiva perché dovesse essere Babbo Natale a scriverla, anziché lui a riceverla, finalmente è arrivata. Mittente: Santa Klaus Juncker da Bruxelles. Ora tutti a mangiare il panettone e poi si tornerà alla realtà.

Per il reddito di cittadinanza, compresi i centri per l’impiego, si passa dagli inziali 6,5 miliardi a 4,6 miliardi. Per le pensioni si passa da 6,7 miliardi a 4,7. Non cambia niente, dice il governo. E infatti di investimenti per la crescita e il lavoro si continua a non parlare. In compenso, due miliardi dovranno essere congelati e potranno essere usati solo le previsioni saranno rispettate.

In compenso, per far fronte alle spese a Bruxelles si è deciso che la vendita di beni pubblici produrrà 20 miliardi, anziché i 10 iniziali. Del resto, anche in Grecia Tsipras, ridotto presto da Bruxelles a più miti consigli, si è svenduto di tutto e di più.

Nell’immediato, per far cassa si andrà dai pensionati, sferrando l’attacco del popolo all’altra casta, dopo quella dei parlamentari con i vitalizi: le pensioni d’oro. Se la casta inizierà da 90 mila o 100 mila lordi annui lo si scoprirà domani. Per gli uni e per gli, la parola finale spetterà alla Corte costituzionale. Intanto si farà rumore, per far contento il popolo.

Poi, col nuovo anno, arriverà la Befana col suo carico di carbone.