L’Esercito del non lavoro

Siamo al paradosso. Noi proponiamo la creazione di un Esercito del lavoro per affrontare l’emergenza povertà e disoccupazione, avviando contemporaneamente un piano di manutenzione del territorio e delle opere pubbliche, e il governo risponde proponendo di far intervenire l’Esercito per fare gratis i lavori di manutenzione stradale di Roma, togliendo lavori da 240 milioni di euro alle aziende del settore.

È questa la geniale idea partorita dai Cinquestelle, con la benedizione di Giggino, che ha visto muoversi compatti sindaco, ministro della Difesa, capogruppo alla Camera e consiglieri comunali capitolini, che parlano di “grande operazione politica”. Un emendamento presentato dal M5S al Bilancio prevede di dare al Comune di Roma 40 milioni nel 2019 e 20 milioni nel 2020 per il ripristino straordinario delle strade della capitale. Ma siccome neanche i Cinquestelle si fidano della loro sindaca, a lei spetterà solo di comprare il bitume, mentre a tutto il resto ci penserà il ministro della Difesa Elisabetta Trenta. L’emendamento prevede cinque milioni per comprare le asfaltatrici da parte dell’Esercito, mentre i lavori su oltre 200 chilometri di strade romane saranno fatti, ovviamente gratis, da soldati del Genio militare, come ha spiegato oggi Il Messaggero.

In pratica, un commissariamento non dichiarato della sindaca Raggi, che ha come prezzo il fatto che alle aziende che operano nel campo dei lavori stradali vengono sottratti 240 milioni di lavori. I lavoratori di quelle aziende senza lavoro ringraziano. Come ringrazieranno sicuramente i militari in ferma volontaria che forse pensavano di indossare la divisa per fare altro.

Ci si sono messi in tanti a preparare quell’emendamento ma gli è riuscito comunque male, visto che oggi pomeriggio la commissione bilancio del Senato l’ha bocciato. “Inutile creare allarmi ingiustificati. Stiamo effettuando una semplice correzione formale del testo, che sarà ripresentato a breve e che finalmente aiuterà la Capitale a risolvere l’annosa questione delle buche nelle strade”, ha garantito il viceministro Cinquestelle dell’Economia, Laura Castelli.

E così siamo passati da una manovra assistenzialista, che non crea crescita e lavoro, a una manovra che toglie deliberatamente anche il lavoro che c’è.

E peraltro, quando si chiama l’esercito a fare lavori che dovrebbero essere di ordinaria gestione, è anche civilmente e politicamente un segnale terribile, l’impotenza della politica.