Europa: vuoto politico, pieno di morte

Dopo quindici anni di sterili dibattiti su Shengen, Maastricht, i parametri e la correttezza di bilancio, c’è un vuoto grande come una casa, che l’eccidio di Strasburgo – simbolo della cristianità europea con la sua cattedrale e simbolo dell’Ue perché sede del Parlamento europeo – torna a confermare. Le grandi questioni del nostro tempo – la difesa, la sicurezza, lo sviluppo, il rapporto con il mondo arabo – rimangono totalmente irrisolte e non gestite. E così, di fronte a tutto quel che accade, noi dovremmo stare qui a dividerci tra chi dice che a Shengen non si può rinunciare in nome della lotta al terrorismo e chi dice che Shengen, in fondo, è poca cosa.

Il vuoto politico dell’Europa è dato proprio dal fatto che non è chiaro il rapporto con Israele, non è chiaro quello con l’Iran né quello con il mondo arabo in generale. Non c’è una politica estera, non c’è niente. E questa cosa che bussa al nostro uscio alla vigilia di Natale ci ricorda che, spiace dirlo, ma se si fosse fatta almeno una Comunità Europea per la Difesa e lo Sviluppo, per la tutela interna ed esterna dell’Europa, e per lo sviluppo del mondo con cui vogliamo dialogare, probabilmente saremmo messi meno male di quanto siamo messi oggi con questi splendidi dibattiti sulle liste elettorali, gli Stati Uniti, le Più Europe e le Meno Europe.

Tutti dibattiti diversivi rispetto al fatto inoppugnabile che non si sono saputi gestire i grandi nodi dell’Europa, che sono l’economia, con un continente in via di pauperizzazione, Francia compresa, la difesa e la sicurezza. E questa Europa, così come è stata realizzata, non sarà in grado di farlo neppure in futuro, rimanendo condannata a litigare sul perché noi sì e la Francia no, con gli inconsistenti Juncker e Moscovici elevati a improbabili statisti. Diventa ogni giorno più evidente, anche attraverso fatti tragici, che occorre Tutta Un’Altra Europa.