1929 2019. Terzo: lo Stato e la mano pubblica. Basta con i tabù

Oltre che con programmi di opere pubbliche gestite direttamente dallo Stato, attraverso lavoratori assunti da esso, Il New Deal rooseveltiano vide anche altre modalità di intervento nell’economia, come la creazione dell’agenzia governativa Public Works Administration (PWA), istituita nel 1933 per ridurre la disoccupazione e aumentare il potere d’acquisto attraverso la costruzione di autostrade e edifici pubblici, spese nei suoi sei anni di vita circa 4 miliardi di dollari nella costruzione di oltre il 70% dei nuovi edifici scolastici degli Stati Uniti, il 65% dei suoi nuovi palazzi di giustizia, municipi e impianti di smaltimento delle acque reflue, il 35% delle sue nuove strutture sanitarie pubbliche e il 10% di nuove strade, ponti e sottopassaggi. A differenza di altri programmi di New Deal, la PWA fece realizzare le opere da privati, che assumevano i lavoratori autonomamente.

La politica rooseveltiana intervenne anche nelle relazioni industriali, ad esempio con il National Industrial Recovery Act (NIRA), un esperimento insolito per la tradizione americana, in quanto sospese le norme antitrust, promuovendo un’alleanza tra le industrie. Come sintetizza l’Enciclopedia Britannica, alle aziende fu richiesto di scrivere codici di leale competizione nei vari settori, fissando salari e prezzi, stabilendo quote di produzione e ponendo restrizioni all’ingresso di altre compagnie nelle alleanze. Questi codici erano una forma di autoregolamentazione industriale e rappresentavano un tentativo di regolare e pianificare l’intera economia per promuovere una crescita stabile e prevenire un’altra depressione. Ai dipendenti veniva riconosciuto il diritto di organizzare sindacati e non poteva essere loro richiesto, come condizione di impiego, di aderire o di astenersi dall’entrare in un’organizzazione del lavoro. Prima del NIRA, i tribunali avevano confermato il diritto dei datori di lavoro di fare di tutto per impedire la formazione di sindacati. La NIRA fu dichiarata incostituzionale dalla Corte Suprema nel 1935 ma molte sue disposizioni furono reintrodotte nella legislazione successiva.

Proprio nel 1935 fu emanato il National Labor Relations Act (NLRA) per proteggere i diritti dei lavoratori e dei datori di lavoro, incoraggiare le contrattazione collettiva e contrastare le pratiche che potevano danneggiare il benessere generale dei lavoratori, quanto quello degli imprenditori e dell’economia statunitense.

Altre riforme caratterizzarono gli anni del New Deal, alcune delle quali durarono a lungo o sono ancora in vigore, almeno nell’impostazione di fondo, come l’introduzione di un sistema fiscale fortemente progressivo, la riforma delle pensioni, dell’assistenza e della protezione sociale, il divieto del lavoro minorile, la liberalizzazione e la regolare tassazione dell’alcol, ponendo fine al proibizionismo e creando circa un milione di posti di lavoro.

Complessivamente il New Deal segnò una svolta profonda nella politica americana di fronte alla grande crisi che seguì crollo di Wall Street del 1929. Dalla politica del presidente Herbert Hoover, fiduciosa nell’autoregolazione del mercato e attenta innanzitutto al pareggio di bilancio, si passò a quella di Franklin Delano Roosevelt, con un deciso interventismo dello Stato, con una politica di deficit, non in funzione meramente assistenzialista ma per creare lavoro immediato e ricostruire un Paese depresso.

 

I precedenti articoli sul New Deal sono stati pubblicati il 3 dicembre, il 4 dicembre  e il 5 dicembre 2018.