1929 – 2019. ROOSEVELT O QUESTA UE ?

 

La Storia insegna?

 

Novant’anni dopo la Grande Crisi, alle prese con un’altra grande depressione e con provvedimenti fallimentari per fronteggiarla – dai Bonus renziani alle finte Flat Tax ai Redditi di Cittadinanza già finiti prima ancora di essere iniziati – ci può insegnare qualcosa la storia del 1929? Che cosa fu in concreto il New Deal? Chi era e cosa fece Roosevelt? Con quali provvedimenti si costruì la ripresa? Da oggi e per una settimana vedremo cosa il 1929 americano può insegnare al 2019 italiano ed europeo.

Oggi in campo ci sono tre posizioni. Quella dell’Unione europea, concentrata solo sui parametri e i vincoli di bilancio, che dimentica gli obiettivi di sostegno all’occupazione, lotta alla povertà e all’esclusione sociale, che pure sono nel Trattato di Lisbona. Quella dell’attuale governo, che traduce la lotta alla povertà in assistenzialismo di Stato, senza alcuna politica di investimenti per la crescita economica e l’occupazione. Quella dei critici del governo, che puntano tutto sugli investimenti per la crescita, che non si sa se e quando darà frutti sul piano dell’occupazione, tralasciando l’intervento immediato per la lotta alla povertà.

Quella che manca è una proposta politica che favorisca gli investimenti privati ma che intervenga subito sul qui e ora, con azioni dello Stato per offrire lavoro ai disoccupati attraverso un grande piano di interventi pubblici sul territorio.

Questa quarta posizione è proprio quella che fu alla base del New Deal americano del presidente Franklin Delano Roosevelt, per fronteggiare l’alto tasso di povertà e di disoccupati causati dalla Grande Crisi del 1929.

Quando accettò la nomination del Partito Democratico a candidato Presidente, Franklin D. Roosevelt disse: “Ovunque nella nazione, uomini e donne, dimenticati dalla filosofia politica del nostro governo, ci guardano in attesa di guida e di opportunità per ricevere una più equa distribuzione della ricchezza nazionale. Io mi impegno a sancire un nuovo patto (New Deal) con il popolo americano. Questa è più di una campagna elettorale: è una chiamata alle armi”.

Avvocato, proveniente da una famiglia protestante, aristocratica e benestante, Franklin Delano Roosevelt era un democratico, sostenitore del capitalismo ma slegato da ideologie e sostenitore della necessità dell’intervento dello Stato in momenti di crisi. Fu eletto per la prima volta alla Casa Bianca nel 1933 e poi rieletto tre volte. Alla sua morte per un’improvvisa emorragia celebrale, nel 1945, era ancora in carica.

I primi 100 giorni della sua presidenza diedero immediatamente il segno della sua politica, che poi si articolò su vari fronti. Ristrutturò il sistema creditizio, garantendo i depositi fino a 2.500 dollari attraverso fondi statali. Abbandonò la convertibilità in oro del dollaro, con la sua conseguente svalutazione per facilitare le esportazioni delle merci statunitensi verso l’Europa. Pose fine al Proibizionismo. Varò una riforma fiscale e una riforma agricola con forti incentivi per limitare la sovrapproduzione che aveva causato una drastica caduta dei prezzi. Adottò misure contro la povertà e a difesa dell’occupazione, come la settimana lavorativa di 40 ore, la garanzia di minimi salariali, una legge sulla sicurezza sociale che garantì la pensione di vecchiaia alla maggior parte dei lavoratori.

Accanto a queste misure, Franklin D. Roosevelt varò una serie di programmi di opere pubbliche, creando agenzie federali ad hoc e assumendo disoccupati per costruire nuovi edifici pubblici, strade, ponti, per opere di rimboschimento e di controllo delle inondazioni.

Contro la tradizionale filosofia politica americana del laissez-faire, il New Deal introdusse l’idea di un’economia regolata dal governo al fine di equilibrare interessi economici contrastanti. Non tutti gli interventi furono coronati da successo ma alla fine, prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, il New Deal aveva più che dimezzato la disoccupazione e rimesso in movimento l’economia americana sulla base di una nuova visione del ruolo dell’intervento pubblico in una situazione di depressione, pur all’interno di un’economia capitalistica.

Nell’agire del Presidente Roosevelt è interessante vedere sia il metodo che adottò, sia il merito di ciò che fece. E questo sarà l’oggetto dei prossimi articoli.