Mr Market, dammi la clava !

Dopo l’ex-direttore dell’Economist, Bill Emmott, è il Financial Times a ironizzare con spirito british sulla Commissione europea, che si trova a fare i conti con i mercati che non stanno reagendo nei confronti dell’Italia come alcuni a Bruxelles si aspettavano. Certo, nell’ultimo mese i costi di finanziamento italiano sono aumentati ma lo spread – “che ha il suo account Twitter”, ironizza il quotidiano della City – non è esploso fino alla crisi.

“Per le capitali europee, la sconcertante assenza di pressione del mercato è a doppio taglio”, scrive il Financial Times, perché nessuno vuole che aumenti il debito dell’Italia “ma Bruxelles non si illude che sia il regolamento fiscale dell’Unione europea, piuttosto che la disciplina imposta dai mercati obbligazionari, che possa davvero rimettere in riga Matteo Salvini e i suoi alleati”.

Mr Market, scrive il quotidiano, sembra aver già scontato l’apertura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia annunciata dalla Commissione UE, e quindi oggi non è il giorno della resa dei conti. La domanda è se i mercati non stiano sottovalutando il rischio Italia e per rispondere il Financial Times rimanda ad un articolo scritto da Olivier Blanchard e altri analisti del Peterson Institute, secondo cui, anche se non modifica i suoi piani di spesa, il governo italiano “può probabilmente raggiungere alcuni dei suoi obiettivi e mantenere la sostenibilità del debito”. Il vero pericolo, osserva il quotidiano, è che un deterioramento fiscale o una recessione dell’Italia possano alla fine scuotere i mercati e accendere l’allarme rosso.

Insomma, dalla City di Londra non arriva alcun aiuto a Moscovici e compagni. Diventa ogni giorno più chiaro che i Sacri Parametri UE non sono una politica ma una clava per colpire una politica. Solo che la clava non funziona più. Ma sembra che riescano a dirlo solo Oltremanica.