Il silenzio dei non innocenti

È un silenzio pesante quello che circonda la vicenda di Asia Bibi, la donna pakistana, di religione cristiana, assolta dalla Corte Suprema del suo paese, dopo quasi dieci anni di carcere, dall’accusa di blasfemia nei confronti di Maometto. Per tre giorni i movimenti islamisti hanno bloccato il paese, finché il governo di Islamabad ha detto che la sentenza potrà essere rivista. Intanto Asia Bibi resta in carcere. Il suo avvocato è scappato in Europa. Il marito ha chiesto asilo per sé e la famiglia a Usa, Canada e Gran Bretagna.

Asia Bibi è sola, in galera, assolta ma colpevole, in evidente pericolo di vita. In troppi la vogliono morta, impiccata, cancellata.

Dal Vaticano il Papa sta facendo sentire il suo forte e instancabile silenzio.

A Bruxelles l’Unione europea si mostra fermamente muta, inesistente. Il suo Alto rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza, quella Federica Mogherini che ama velarsi sorridente il capo quando è calorosamente accolta in Iran, si è autoimbavagliata.

In tutto il mondo le tanto loquaci donne del #MeToo si sono inabissate.

Laura Boldrini, subito mobilitatasi per Asia Argento, non ha neppure una parola per quest’altra Asia, che è solo Bibi.

Anche il suo successore alla presidenza di Montecitorio, il Fico buono e di sinistra, è muto. Come la presidente del Senato Casellati.

Tace prudente e disinteressata anche Rula Jebreal, pronta a essere portata in giro come una madonna dal Pd. Meglio rimanere vergini.

Roberto Saviano non ha tempo da perdere.

Non c’è in giro neanche una maglietta rossa, un arancino, uno striminzito girotondo.

Niente.

Per chi non vuole aderire a questo silenzio ben poco innocente e crede che il governo italiano non possa restare in silenzio e inerte, e debba offrire la cittadinanza onoraria e il diritto d’asilo ad Asia Bibi, cercando di portarla in salvo qui, c’è una petizione da firmare. Forse potrà dare un po’ di forza e di coraggio ai tanti che mostrano di averne bisogno.