Cacatevi addosso

Spread : l’ “Italia che non ha paura” si scatena

Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha cominciato bene la giornata: “Se l’Italia vuole un trattamento particolare supplementare, questo vorrebbe dire la fine dell’euro. Bisogna essere molto rigidi”, ha detto collegando i rischi dell’Italia al tracollo della Grecia.

Poi il tam tam delle Voci, delle Borse, degli Esami di un’Europa che si fa occhiuta e sospettosa. Risultato: impennata dello Spread. Ci risiamo: è il film del 2011. Nell’area Euro non si discute: si obbedisce. E chi non si adegua se lo aspetti: i Mercati affossano, obbligano a tornar indietro – come se tornare indietro fosse possibile – poi designeranno i Nuovi Monti per restaurare Regole ed Ortodossie.

Ma il quadro, sia nazionale che internazionale, questa volta è completamente diverso dal 2011. E sull’Europa si profila un grande confronto tra – chiamiamoli con il loro nome – Libero Pensiero Atlantico e Pensiero Unico del Reich.

In tre lustri di crisi la Grecia è stata ridotta alla miseria, la Gran Bretagna indotta alla Brexit, nessun Paese curato con l’Austerity ha dato segni di ripresa, l’era Draghi delle iniezioni di ormoni finanziari è al tramonto.

Sarà almeno possibile discutere? Vedremo. Per ora non si vuole: deve vincere la Paura Spread.  Bisogna tornare al Silenzio del Pensiero Unico.  È la famosa “Italia che non ha paura”.